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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Sallusti sbotta con Giletti a Non è l'Arena e se ne va: "Mi fa tristezza, asservimento totale"

Sallusti prima di lasciare la diretta ha espresso la sua opinione sulla puntata del programma diretta da Giletti da Mosca

Quella di ieri sera è stata una puntata di Non è l'Arena particolare. L'idea di Giletti di condurre da Mosca aveva portato fin da subito a numerose critiche, ma il risultato finale sicuramente non era quello che il conduttore si aspettava che ha toccato due apici: prima l'abbandono della diretta di Alessandro Sallusti e poi il malore di Giletti.

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Perché Sallusti ha abbandonato Non è l'Arena

Il confronto tra Giletti e Marija Zacharova, la portavoce di Serghei Lavrov, è durato circa 50 minuti. 50 minuti in cui Zacharova non ha fatto che sminuire il lavoro del giornalista arrivandolo a paragonarlo ai bambini per il suo modo di parlare. "Lei non è mai stato in Donbass, non sta capendo cosa succede lì, non sa a quali bombardamenti è stato sottoposto dal regime di Kiev, lei non capisce cosa significano le persone morte", ha risposto Zakharova a Giletti che le chiedeva informazioni sul quando e come Mosca fosse disposta a terminare le ostilità. "I bambini parlano in questo modo!", ha quindi ribattuto la portavoce via Skype e quando Giletti le chiede delucidazioni sulle azioni russe in Siria, a sostegno del regime di Bashar al-Assad, il giornalista ottiene una risposta sarcastica: "Andiamo insieme in Siria, ad Aleppo".

Proprio a queste repliche fa riferimento Sallusti nell'intervento che ha preceduto l'abbandono del programma: "Guarda Massimo, quando io ho saputo che andavi a Mosca ero molto orgoglioso di te e di avere un rapporto con te, io pensavo che avresti parlato con il popolo russo invece che con il popolo italiano, io pensavo che parlasse Putin, il ministro, che tu facessi qualcosa di cui essere fieri per la nostra libertà di informazione e invece mi ritrovo in una asservimento totale alla peggiore propaganda che ci possa essere".

"Tra l'altro utilizzando gli utili idioti - ha continuato Sallusti - che non mancano mai perché Cacciari all'inizio di questa trasmissione ha parlato della forza evocativa del Cremlino, il suo fascino. Quel palazzo alle tue spalle, dovresti ricordarlo a chi ti sta di fianco, è il palazzo dove sono stati organizzati e messi in pratica i peggiori crimini contro l'umanità del secolo scorso e di questo secolo". "Questo è un palazzo di me**a - ha esclamato il direttore di Libero - dovresti avere il coraggio di dire che quello è un palazzo di me**a, perché lì il Comunismo ha fatto le più grandi tragedie del secolo scorso e di questo secolo". 

Sallusti ha poi concluso così, prima di andarsene: "Siccome a me fa tristezza vedere un giornalista che stimo chiamato bambino, incompetente da una creti*a che non sa nemmeno di cosa sta parlando, perché noi la libertà ce l'abbiamo e sappiamo cos'è, io di fare la foglia di fico a quegli altri due cogli**i che hai di fianco non ci sto e per questo mi alzo, rinuncio al compenso pattuito, ma a questa sceneggiata non voglio più partecipare. Grazie".

Il video dell'intervento di Sallusti prima di lasciare lo studio.

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