rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024
Un testimone pesante

Carlo Conti, Sanremo dopo Amadeus: "Nessuna ansia, non devo dimostrare niente. Lo svecchiamento l'ho iniziato io"

Il conduttore sarà al timone del Festival, anche come direttore artistico, nel 2025 e 2026

È un'eredità importante quella che lascia Amadeus a Sanremo, ma a raccoglierla non c'è nessuno di nuovo. La Rai ha chiesto a Carlo Conti di riprendere in mano il Festival, nel ruolo del conduttore ma anche di direttore artistico, come aveva già fatto per tre anni consecutivi, dal 2015 al 2017. Sarà lui a occuparsi della kermesse - dalla scelta delle canzoni alla creazione dello show, cast incluso - per altri due anni (2025 e 2026).

Conti ne ha parlato questa mattina ai microfoni di Rtl, ospite di Non Stop News: "Abbiamo ufficializzato qualcosa che era nell'aria già da un po'. Stavamo ragionando con l'azienda e abbiamo trovato un punto d'incontro. Ho sentito un grande affetto intorno alla mia candidatura da parte di tutta l'azienda, dai vertici alle maestranze. Quindi mi sono detto: 'torniamo sul luogo del delitto, i Conti tornano'". A breve inizierà a lavorarci: "La mia famiglia sa che ho fatto una scelta di vita ritirandomi a Firenze, una vita normale in cui troverò spazio per preparare il festival - ha spiegato - La cosa più importante è scegliere le canzoni giuste, perché le canzoni devono poi arricchire le programmazioni radiofoniche ed essere al passo con i tempi. Il mio dubbio era di avere l'orecchio musicale pronto dopo sette anni. Questo è l'importante per Sanremo, il resto è contorno".

Il dopo Amadeus

Il confronto non lo spaventa: "Dopo Amadeus, nessuna ansia - ha assicurato Carlo Conti - Sono a un punto della mia carriera in cui non devo dimostrare niente, né a me stesso, né al pubblico, né all'azienda. Se farò meno di Amadeus non importa, non è solo una questione di share. Cercherò di fare un buon prodotto e un buon servizio alla discografia, questa è la cosa importante. Non è importante se farò meno in termini di share, altrimenti dopo i grandi festival di Baudo avremmo dovuto chiudere Sanremo. Amadeus ha fatto un grandissimo lavoro, straordinario, crescendo di anno in anno sia dal punto di vista musicale che di ascolti. Io cercherò di continuare quel lavoro". 

Un lavoro che, in realtà, ha già iniziato: "Molti dicono che il processo di svecchiamento di Sanremo l'ho iniziato io. Nel 2017 sul podio c'erano Ermal Meta, Gabbani e Mannoia. La discografia è cambiata molto. L'unica medaglietta che mi metto è che dai miei festival sono partiti Mahmood, Irama, Ermal Meta, Francesco Gabbani, Enrico Nigiotti, Giovanni Caccamo. Era un momento di grande rinascita della musica italiana". E in merito alle polemiche sull'Ariston, ha detto chiaramente: "Sanremo è Sanremo, va bene l'Ariston. È un appuntamento fisso; credo che sia più importante come si fa e le canzoni che ci sono, piuttosto che il luogo dove si fa".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Carlo Conti, Sanremo dopo Amadeus: "Nessuna ansia, non devo dimostrare niente. Lo svecchiamento l'ho iniziato io"

Today è in caricamento