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Sabato, 9 Dicembre 2023
Sanremo

Sanremo 2023, Amadeus fa un nome bomba: "Farei di tutto per averla"

Il direttore artistico del Festival è già al lavoro per la 73esima edizione. Lunedì esce il regolamento

Mancano otto mesi alla 73esima edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 7 all'11 febbraio, e Amadeus è già al lavoro per offrire al pubblico un altro grande spettacolo, come quello degli ultimi tre anni. Lunedì uscirà il regolamento e per il momento ancora nessun big ha presentato canzoni, ma il direttore artistico assicura che arriveranno entro settembre. Se ne è parlato questa mattina durante la conferenza stampa di Arena '60, '70, '80 e '90, che dopo il successo dello scorso anno torna il prossimo settembre su Rai1 con tre prime serate dedicate alla musica di quei decenni indimenticabili (il 12, 13 e 14). 

Oltre ai cantanti in gara, Amadeus sta pensando anche al cast di conduttori e super ospiti. Non importa in quale veste, ma ha un sogno, quello di portare Mina all'Ariston: "Sarebbe un sogno bellissimo. Tutti hanno questo sogno impossibile. Farei di tutto per portare Mina sul palco, anche riprenderla di nascosto con il telefonino o portare un suo ologramma. Ma ovviamente tutto deve partire dalla sua volontà. Non c'è un progetto vero e proprio da parte mia, c'è un desiderio, quello sì". Dunque potrebbe esserci già stata una proposta e anche se può sembrare impossibile che la Tigre di Cremona accetti di tornare su un palco - dopo il suo ritiro dalle scene nel '78 - attenzione alle capacità di Amadeus, che nelle ultime tre edizioni ha dimostrato di avere un grande ascendente anche sui nomi più importanti della scena musicale e non solo. L'ultima esibizione di Mina risale al 23 agosto 1978, quando per salutare il suo pubblico fece un concerto alla Bussola, proprio dove iniziò la sua carriera. Quella sera in platea c'era Sergio Mattarella, come ricordò proprio Amadeus l'anno scorso nell'omaggiare il Presidente della Repubblica appena rieletto. 

Sanremo 2023 e la paura di una nuova variante Covid

Dopo l'edizione del 2021, in piena pandemia, l'anno scorso l'Ariston è tornato di nuovo al massimo della sua capienza per le cinque serate del Festival (con tutte le norme del caso da rispettare). La speranza è che quest'anno la situazione sia ancora migliore, ma Amadeus ci va coi piedi di piombo: "Mi auguro un Ariston pieno di persone senza mascherina, ma ho quasi paura a dirlo per il timore che sbuchi una nuova variante. Lo capiremo tra ottobre e novembre". Intanto pensa ai brani da scegliere: "Non vedo l'ora di ascoltare le canzoni, le ascolterò quest'estate e avrò più tempo avendo ricevuto il mandato a marzo". 

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