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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Il video con cui il Governo russo spiega la guerra ai bambini

Pubblicato su Twitter dal giornalista Giammarco Sicuro, inviato in Russia, si sta diffondendo nelle scuole

Da otto giorni gli occhi sono puntati sull'Ucraina, e così le telecamere, gli obiettivi e gli smartphone da cui partono le immagini drammatiche che riempiono i social. Missili, bombe, sparatorie, carri armati. Ormai l'assedio è totale. E mentre le tv di tutto il mondo parlano dell'invasione russa, del criminale colpo di testa di Putin e delle centinaia di civili morti, in Russia viene arrestato chiunque manifesta contro la guerra. Le notizie filtrano difficilmente nel Paese, o meglio, vengono manipolate dalla propaganda.

In Russia le testate indipendenti vengono messe a tacere, i social censurati e le tv parlano di come le milizie di Kiev compiono "atti di provocazione contro i civili e le forze russe". Insomma, come detto fin dall'inizio dal capo del Cremlino, questa non sarebbe una guerra ma "un'operazione militare speciale" per fermare violenze e attacchi degli ucraini contro la popolazione russa. Tutto il contrario di tutto. 

Il video diffuso nelle scuole

La propaganda è arrivata anche nelle scuole. Il Governo russo sta infatti diffondendo un video di alcuni minuti in tutti gli istituti del Paese per spiegare cosa sta succedendo. Pubblicato su Twitter dal giornalista Giammarco Sicuro, si tratta di un breve cartoon che racconta (e giustifica) la guerra attraverso una metafora. A spiegare il contenuto è l'inviato Rai, che ha ottenuto il video attraverso fonti locali: "Il racconto dice che Vanya e Nikola erano amici; Vanya (il bambino che nel video indossa la maglia con i colori della Russia, ndr) stava proteggendo Nikola, perché era più forte, ma poi Nikola (il bimbo con la maglia dell'Ucraina, ndr) ha avuto nuovi amici che gli hanno insegnato come ferire gli altri (nel cartone sono Stati Uniti e Germania, in rappresentanza dei paesi occidentali, ndr). Vanya ha dovuto prendere il bastone da Nikola perché nessuno si facesse male". Uno storytelling raccapricciante che dimostra, ancora una volta, come la comunicazione di regime - perché di questo si tratta - sia un'altra delle armi con cui la Russia combatte questa guerra. Tra le più subdole, che non risparmia neanche i più innocenti e mira dritto al pensiero, soffocando un'altra sacrosanta libertà. 

 Come i media russi raccontano e giustificano la guerra in Ucraina

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