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Domenica, 26 Maggio 2024
Televisione

La nuova tv italiana: le smart sorpassano i televisori, gli schermi connessi sono 97 milioni

Presentato il sesto rapporto Auditel-Censis relativo al cambiamento delle dotazioni di apparecchi televisivi e di supporti digitali, connessioni e fruizioni di contenuti audiovideo degli italiani

Per il sesto anno consecutivo, utilizzando il patrimonio informativo della Ricerca di Base Auditel, Auditel e Censis hanno collaborato per analizzare il cambiamento delle dotazioni di apparecchi televisivi e di supporti digitali, le connessioni e le fruizioni di contenuti audiovideo degli italiani. Ciò che è emerso è innanzitutto quanto il digitale sia sempre più al centro della vita e dei consumi di entertainment della popolazione: anche quest'anno crescono gli schermi presenti all'interno delle abitazioni che raggiungono quota 122 milioni, e aumentano soprattutto gli schermi connessi, oltre 97 milioni (per dare un'idea, nel 2017 erano 74 milioni. La crescita è del 31,7% nei sette anni considerati). 

Il sorpasso della smart tv

Il 2023 sarà ricordato come l'anno in cui le smart tv hanno raggiunto e superato quelle tradizionali, per cui oggi nelle case degli italiani ci sono complessivamente 21 milioni di smart tv e 20 milioni e mezzo di tv tradizionali. Negli ultimi sette anni i televisori si sono ridotti di 12 milioni e 100mila esemplari, mentre le smart sono triplicate, passando da poco più di 7 milioni a 21 milioni. I salotti somigliano sempre di più a sale cinematografiche, con i nuovi televisori più grandi rispetto al passato (i televisori 50 pollicci superano i 6 milioni, il 14,1% del totale) e sempre più diffuso p anche il 4K, televisore smart che ha il quadruplo dei pixel di quelli Full HD. 

97 milioni di schermi connessi 

Nel 2023 la Ricerca di base Auditel ha contato 122 milioni di schermi presenti nelle case degli italiani, con una media di circa cinque schermi per famiglia e oltre due schermi per individuo. La crescita degli schermi dipende esclusivamente dall'aumento degli schermi connessi che permettono di integrare i contenuti della tv lineare con l'offerta in streaming. Agli schermi connessi andrebbero aggiunti almeno altri due dispositivi smart che hanno fatto ingresso nelle case degli italiani negli ultimi dieci anni e che hanno funzionalità diverse, tra cui quella di seguire contenuti audio e video in streaming: lo smart speaker e lo smart watch. 

Fuori dalla vita digitale due milioni di famiglie 

Al momento, il 63,1% delle famiglie italiane - 15 milioni e 400mila nuclei in valore assoluto - vive in abitazioni che dispongono della banda ultra-larga per come è intesa dalla Ricerca di Base Auditel, vale a dire che accedono ad internet tramite Adsl o fibra ottica o satellitare: negli ultimi sette anni sono cresciute del 17,1%. Mancano ancora all'appello 9 milioni e 100mila famiglie (17 milioni e 100mila individui), dati che testimoniano come sia ancora lunga la strada da percorrere per raggiungere l'obiettivo stabilito dal PNRR all'interno della Strategia per la banda ultralarga che prevede connessioni a 1 Gigabit su tutto il territorio nazionale per tutti i cittadini entro la fine del 2026. Restano fuori dalla vita digitale due milioni di nuclei famigliari, pari all'8,3% del totale, composti per lo più di persone che vivono sole, per un totale di 2 milioni e mezzo di italiani che non accedono ad internet da casa. Tra i nuclei famigliari, il 30,2% possiede solo una connessione mobile che non sempre ha una velocità e una capacità tali da supportare al meglio tutte le attività; e, soprattutto, 5 milioni e mezzo di famiglie, il 22,4% del totale si collega solo con smartphone. 

Nel 2023, 26 milioni e 300.000 italiani, il 45,8% del totale, guardano contenuti audio e video in streaming su piattaforme e siti web. Dal 2017 a oggi sono aumentati del 66,2% con una spinta decisiva nell'anno della pandemia che si è mantenuta negli anni successivi (+7,3% dal 2022 al 2023). Di fronte ad una tale trasformazione dei consumi che vede protagonisti sul palcoscenico globale grandi gruppi multinazionali, i broadcaster italiani con i loro cataloghi e le loro piattaforme hanno dimostrato di poter tenere con gli ascolti lineari recuperare preziose quote di ascolto aggiuntivo sulle piattaforme digitali.

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