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A Reggio Emilia torna la fotografia: fiction e giovani autori

Due mostre nate per fotografia europea, il progetto riparte

Reggio Emilia, 19 ott. (askanews) - Due mostre per riannodare i fili di Fotografia Europea, il festival di Reggio Emilia che in primavera è stato sospeso per la pandemia. Ma ora a Palazzo Magnani e a Palazzo Da Mosto si sono aperte due esposizioni che raccontano la fotografia visionaria e il lavoro di sei giovani autori europei e danno una forma all'Autunno fotografico reggiano.

A Palazzo Magnani Walter Guadagnini ha curato "True Fictions", affascinante resoconto del modo in cui a un certo punto la fotografia ha preso con forza, e con risultati rilevantissimi, la strada della finzione.

"Noi siamo abituati a considerare la fotografia - ha detto Guadagnini ad askanews - come la traccia della realtà, come la sua impronta. In realtà sin dall'inizio la fotografia è stata anche una grandissima costruttrice di menzogne, di invenzioni. E dagli anni Settanta del Novecento diventa una vera e propria tendenza, che trovi un suo nome, Staged Photography, che vuol dire sostanzialmente fotografia messa in scena e trova i suo grandi protagonisti, che diventano i grandi protagonisti dell'arte contemporanea, pensiamo a Jeff Wall, a Cindy Sherman, a James Casebere".

Accanto ai nomi più celebrati, ai quali va aggiunto senza dubbio anche quello di Sandy Skoglund, con le sue visioni diventate icone del nostro confuso presente, uno degli aspetti più interessanti della mostra è quello di esporre anche i lavori di fotografi che negli anni Ottanta hanno vissuto un momento di grande popolarità, durato però poco. Rivederli oggi, con la sensazione di quanto tempo sia passato, ma anche di quanto anche essi abbiamo contribuito a fare del contemporaneo più importante proprio quello che è ora, è un modo per allargare lo sguardo e sentire in senso più completo che cosa ha rappresentato il movimento della Staged Photography.

"Tutto quello che una volta era in qualche modo vietato ai fotografi - ha aggiunto Guadagnini - diventa invece non solo lecito, ma diventa campo privilegiato d'azione".

A Palazzo Da Mosto, invece, è ospitata "Atlanti, Ritratti e altre storie", collettiva che riunisce i tre vincitori della open call di Fotografia Europea 2020 ai quali sono stati affiancati altri tre progetti selezionati dalla giuria. Anche in questo caso i lavori in mostra esplorano le diverse forme delle ricerche portate avanti dai protagonisti delle generazioni più giovani, che pensano fin dall'inizio la fotografia come parte integrante e inscindibile dell'arte contemporanea. E così è ormai naturale che sia.

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