Sabato, 27 Febbraio 2021

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A Roma la sinistra che contesta Draghi a piazza San Silvestro

"Gli sponsor di Draghi sono le banche e l'Europa"

Roma, 18 feb. (askanews) - Piazza San Silvestro a Roma, a poche centinaia di metri da Montecitorio - dove si discute la fiducia al neonato governo Draghi - in un sole primaverile la sinistra extraparlamentare contesta il palazzo.

Cobas, Potere al Popolo, Giovani Comunisti, Partito comunista italiano, Rifondazione Comunista, Risorgimento socialista e altri. Erne Guidi rappresenta il Partito Marxista Leninista, con un manifesto che ricorda la sorte della Grecia: "Un richiamo alla Grecia, alla Bce, alla massoneria, alla grande finanza, che sono gli sponsor che hanno portato Draghi a scendere in campo per salvare il capitalismo".

Avevano chiesto piazza Montecitorio che è stata negata con un provvedimento che un comunicato di Rifondazione definisce liberticida. In piazza però soprattutto attivisti: "Vogliamo dire no perché non crediamo nonostante le belle parole di ieri che questo governo porrà al centro le istanze delle classi popolari".

"Qui si sta portando da tante città tante vertenze, prima di tutto quelle dei lavoratori della filiera italiana di Fedex-TnT, una delle più importanti aziende di logistica al mondo"

"Draghi ha fatto un discorso apparentemente ecumenico, ma il suo punto di vista è quello del grande capitale italiano e internazionale. Anche quando dice che i lavoratori non saranno lasciati soli, in realtà è perchè il suo programma prevede ristrutturazioni molto più pesanti di quelle che sono in corso"

"L'Unione Europea probabilmente non si fidava di chi c'era prima, ha voluto mettere Mister Euro al posto di Conte che non dava affidabilità".

O come la giovanissima Elettra: "Siamo qui oggi in piazza anche come giovani perché siamo una generazione a cui è stato tolto tutto, anche il futuro; per denunciare che questo governo è solo il commissariamento di Draghi da parte dell'Unione Europea; che non cambierà niente ed è importante denunciarlo da subito; perché siamo stanchi delle solite politiche che fanno gli interessi delle banche e delle multinazionali".

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