Venerdì, 14 Maggio 2021

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Agricoltura, Filiera Italia:sfide future riguardano tutta filiera

Speriamo progetti modernizzazione confermati in Recovery Plan

Roma, 15 apr. (askanews) - Le sfide future del settore agroalimentare, dal recovery fund alla transizione verde, non riguardano una singola fase ma l'intera filiera agricola e agroalimentare italiana. A sottolinearlo è Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, la fondazione che riunisce il meglio del sistema agroalimentare del Made in Italy: dalla produzione alla distribuzione, passando per i grandi brand della trasformazione che si distinguono per qualità e distintività.

"Tutte le sfide che ci troviamo di fronte, che riguardano il nostro settore, dal recovery fund alla transizione verde, devono avere come protagonista non la singola fase ma la filiera nella sua interezza. E Filiera Italia si è trovata protagonista per scrivere una serie di progetti di modernizzazione della filiera zootecnica, della quarta gamma, dei cereali, dei sistemi di bioeconomia, dei progetti integrati in cui le energie rinnovabili vedono nell'economia circolare sfide e progetti cantierabili, veri e concreti, che possono essere realizzati solo perché non c'è una singola fase rappresentata ma la filiera nel suo complesso ad essere protagonista. Ovviamente tutto questo ti fa diventare anche interlocutore politico, europeo, nella sfida più importante della sostenibilità vera e competitiva, in cui non ci devono essere scorciatoie".

Filiera Italia nasce due anni fa. E ora rappresenta una realtà ben radicata. "Quando l'abbiamo pensato, i vertici di Coldiretti e anche io, non pensavamo mai che in due anni sarebbe cresciuta e diventata così rappresentativa, arrivando a ricoprire ruoli inimmaginabili due anni fa. È il meglio della filiera agricola alimentare. Abbiamo pensato che la produzione agricola, rappresentata da Coldiretti, l'industria della trasformazione, i principali brand dell'industria alimentare di questo paese e la distribuzione dovessero smettere di stare su posizioni contrapposte, e piuttosto cercare elementi comuni di valore aggiunto e distintività che avrebbero portato la filiera agroalimentare italiana ad essere all'altezza della sfida che l'aspettava".

Le aziende, dunque, aderiscono sempre più a organismi senza essere intermediate. "Le aziende vere, le aziende che vogliono competere, sono sempre meno attratte da forme di rappresentanza tradizionale intermediate e sempre più vogliono aderire a una struttura come Filiera Italia".

Un modello, quello di Filiera Italia, che fa da riferimento: "Questo è stato possibile grazie al fatto che è cambiato proprio il business model, il modo di fare competitività nell'impresa agroalimentare. Una volta potevi essere grande o piccolo e da solo potevi far valere il brand a livello globale. Oggi si capisce sempre di più che per vincere le sfide globali dell'agroalimentare devi avere una tua filiera, devi consolidare il tuo supply chain, devi raccontare la distintività dell'agroalimentare italiano. E in questo siamo riusciti a vincere la sfida".

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