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Sabato, 22 Gennaio 2022

Al Maxxi dialogo tra le opere Burri e le foto di Giacomelli

Fino al 6 febbraio la mostra che unisce le loro creazioni

Roma, 2 dic. (askanews) - Le immagini dei paesaggi di Mario Giacomelli incontrano le opere di Alberto Burri. Al Maxxi fino al 6 febbraio la mostra "Giacomelli Burri. Fotografia e immaginario materico" mette a confronto due Maestri che si conoscevano, si stimavano e avevano, pur nelle loro diverse espressioni, affinità nella ricerca artistica.

Le fotografie di Giacomelli sono realizzate tra la fine degli anni '50 e gli anni '90: i campi arati, la morfologia del territorio marchigiano, il contrasto tra cielo e terra diventano geometrie astratte. Nelle grafiche e nelle opere di Burri, tra cui Cretti del '71 e Combustioni del '65, c'è l'energia della materia.

Nella mostra le loro creazioni sono in continuo dialogo e sono evidenti i punti di contatto formali. I curatori Alessandro Sarteanesi e Marco Pierini spiegano: "Sono due ricerche che sono parallele, in cui si vedono ma non si copiano. Sviluppano sulla base di un comune sentire, uno attraverso la pittura l'altro attraverso la fotografia, due progetti che hanno moltissimi punti di contatto".

"E' il comune sentire che ci interessava, più dell'evidente rispecchiamento di forme, di immagini, e quindi siamo andati alla ricerca dei punti di contatto e la parola chiave secondo noi è paesaggio, inteso in maniera intima, lirica, per niente esotica. Parlare di paesaggio per Burri può sembrare un azzardo, ma non è così perché noi abbiamo inteso il paesaggio, come scrive Georg Simmel, come qualcosa di conchiuso in sé, di organico, e di coerente. Per cui la disposizione degli elementi di natura che l'uomo fa nel paesaggio e che il paesaggio non si dà senza l'uomo, corrisponde in qualche maniera al modo di lavorare dell'uno e dell'altro".

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