Martedì, 26 Ottobre 2021

All'indomani di Earth Day, Sassi: ora lavoriamo sull'innovazione

"Poi vedremo cosa succederà dopo il coronavirus"

Milano, 23 apr. (askanews) - Earth Day, la Giornata mondiale della Terra, quest'anno ha celebrato il 50° compleanno con una grande maratona multimediale #OnePeopleOnePlanet il 22 aprile, nel V anniversario dell'enciclica ambientalista "Laudato si'" di Papa Francesco. Adeguando un'edizione ambiziosa con i tempi che tutti viviamo, quelli della pandemia, come ci racconta Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia.

"Vedendo anche l'esigenza di tanti di avere un segnale di speranza soprattutto guardando al fatto che siamo di fronte a un momento di grande ricostruzione, nella quale è assolutamente strategico non fare un passo indietro, cercando di recuperare le vecchie posizioni, ma piuttosto un reset del sistema per costruire un modello economico più giusto, che mette al centro l'uomo, la sua felicità i valori più importanti, il rispetto del pianeta, non potevamo certo mancare nel nostro 50esimo in questo particolare momento, avendo la voce del Papa che ci voleva comunque sostenere. Abbiamo pensato quindi di cambiare in questo modo con questa lunga maratona. Non l'abbiamo fatto solo noi, l'ha fatto un po' tutto il network mondiale perché non dimentichiamo che la nostra maratona ha fatto parte di una maratona molto più grande".

E ora che obiettivi si pone l'evento più impattante al mondo in termini di sensibilizzazione, che mobilita miliardi di persone ogni anno?

"Continueremo senz'altro sui temi della sensibilità ambientale perché va tenuta molto alta la guardia, a pochi anni, 10 dalla irreversibilità drammatica dei cambiamenti climatici. Poi vedremo cosa succederà dopo il coronavirus, però è sicuramente fondamentale continuare a tenere molto alta la guardia".

E ancora educazione e alfabetizzazione ambientale. Lavorare sulle nuove generazioni sulle quali Greta Thunberg ha avuto uno straordinario impatto.

"E terzo ma non ultimo perché di straordinaria importanza è il tema dell innovazione: noi lavoriamo affinché l economia cambi da dentro. Se io da sensibilizzatore vado a parlare con un amministratore delegato questo mi ascolta nella misura in cui questo fattore e decisivo per il successo, perché poi deve guardare all indice di borsa, il fatturato, ai elementi che lo stressano molto di più rispetto alla sua responsabilità sociale. Quando invece siamo di fronte a un foglio bianco e dobbiamo innovare, innescare un cambiamento all interno della società, lì torna fuori l'uomo. E le decisioni sono molto più serie e più responsabili quindi il processo di innovazione è il grande processo di cambiamento sul quale bisogna lavorare, da una parte perché le nuove tecnologie possono dare più speranza delle vecchie di avere una sostenibilità seria, e, dall'altra perché entra in campo il fattore umano più decisivo in termini di responsabilità sociale".

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