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Domenica, 26 Maggio 2024

Alla scoperta di Lanzarote: mare, natura e paesaggio lunare

Sulle tracce di Cesar Manrique nella terza isola delle Canarie

Lanzarote, 23 apr. (askanews) - La terra nera incrocia le basse case bianche in un mix di luci e ombre davvero unico, dove la lava vulcanica fa da cornice al mare azzurro. Benvenuti a Lanzarote, la terza isola - per estensione - delle Canarie. Dichiarata Riserva della Biosfera Unesco dal 1993, è l'esempio perfetto dell'isola vulcanica che punta sulla sostenibilità, sul turismo di qualità ben lontano dal turismo di massa. Da nord a sud dell'Isola - che ha una estensione pari a 845mila km2, quattro volte l'Isola d'Elba - si attraversa un paesaggio che va da quello lunare - con pietre laviche nere, a quello desertico del nord ovest. E' considerata il paradiso del surf per le sue onde (e gli alisei) che accontentano gli appassionati di questo sport.

Il viaggio può iniziare da Playa Blanca, la punta meridionale estrema dell'Isola, 136 km dal Marocco e a soli 6 km da Fuerteventura, l'Isola più grande delle Canarie. Il turismo, qui a Lanzarote, è in crescita. Nel 2023 aveva registrato quasi 3 milioni di turisti; sono già 500mila nei primi mesi del 2024. Se i britannici continuano a detenere il primato, gli italiani che visitano l'Isola sono in crescita.

Spiega ad askanews Beatriz Aquna, Marketing Ente Turismo Lanzarote: "Abbiamo avuto un incremento del 10% rispetto allo scorso anno. Anche con gli italiani stiamo crescendo, da 5 anni. Abbiamo successo con gli italiani". "Le cose che si trovano a Lanzarote sono cose meravigliose, della natura. E anche il contrasto tra il nero e il bianco".

Lanzarote non è "solo" mare. E se avete intenzione di recarvi in questa isola per cercare caldo e relax, mettete da parte questa idea. Lanzarote è molto di più. L'isola, infatti, con i suoi 300 vulcani (tutti non attivi) offre panorami mozzafiato. Ad attrarre particolarmente sono le opere realizzate da Cesar Manrique, architetto visionario che trasforma l'Isola dagli anni '60 e che ancora oggi porta i suoi segni. Dopo essersi recato negli Stati Uniti, Manrique torna nella sua amata Lanzarote dove esporta il movimento della "Landart", l'unione tra la natura e l'arte. Manrique, infatti, riesce a sfruttare le ricchezze dell'ambiente e della natura per crearne attrazione e puntare su un turismo sostenibile.

Visitare Lanzarote significa visitare le opere di Cesar Manrique. Salendo verso il Nord si parte dal Giardino di cactus, ultima opera dell'artista morto in un misterioso incidente stradale nel 1992. Qui, Manrique ha trasformato una cava vulcanica in un giardino con oltre 300 specie tra cactus e piante grasse, con terrazzamenti omaggio a contadini e agricoltori. Si prosegue verso il Jameos dell'agua, prima opera dell'artista, una sorta di passaggio sotterraneo di acqua.

Il viaggio prosegue fino alla punta nord, al Mirador del Rio, punto panoramico che affaccia sull'Isola Graciosa - assolutamente da non perdere - considerata l'ottava isola delle Canarie, raggiungibile anche in giornata con un traghetto da Orzola e dove la quiete e il contatto con la natura sono le protagoniste. Con circa 800 abitanti, è la riserva marina più grande di tutta Europa. Una giornata è invece da dedicare al parco nazonale Timamfaya, con le montagne del fuoco, e il massiccio del fuoco che con i suoi 525 metri è il vulcano più alto del parco. Coni vulcanici, lingue di lava e un paesaggio impressionante di colori e forme quasi extraterrestri. Infine, se si ha tempo, si consiglia di visitare anche la salina de Janubio, unica salina attiva in tutta l'Isola, che produce circa 2 tonnellate di sale all'anno.

Testo e immagini di Serena Sartini

Montaggio di Carla Brandolini

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