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Lunedì, 20 Maggio 2024

Aukus, l'alleanza dei sottomarini fra Usa, Australia e Gb

Mezzi a propulsione nucleare per la marina di Canberra

San Diego (California), 14 mar. (askanews) - "Aukus", ovvero Australia, Uk e Us (Stati Uniti): forse non è ancora esattamente un'"Alleanza del Pacifico" come la Nato lo è per la zona euro-atlantica, ma certamente l'accordo di fornitura di sottomarini a propulsione nucleare all'Australia da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna nei prossimi due decenni prefigura una cooperazione politico-militare sempre più rafforzata fra le tre "democrazie anglo-sassoni" in funzione di contenimento anti-cinese. Il presidente americano Joe Biden ha dato l'annuncio a San Diego, in California, assieme al premier australiano Anthony Albanese e a quello britannico Rishi Sunak.

Secondo l'accordo, in una prima fase all'inizio degli anni '30 l'Australia riceverà tre sottomarini d'attacco americani di classe Virginia a propulsione nucleare e armati con sistemi convenzionali, con la possibilità di acquistarne altri due. Successivamente sarà progettato e costruito un sottomarino a propulsione nucleare completamente nuovo per le marine britanniche e australiane chiamato SSN-Aukus, che combini il design britannico con la tecnologia statunitense della classe Virginia. Biden ha voluto sottolineare come i sottomarini che saranno forniti all'Australia non siano dotati di armamenti nucleari, come non lo sarà il nuovo SSN-Aukus:

Voglio essere chiaro con tutti fin dall'inizio, cosicché non ci sia nessun malinteso su questo aspetto critico: questi sottomarini sono a propulsione nucleare, non sono dotati di armi nucleari, ripeto: sono a propulsione nucleare, non con armamenti nucleari. L'Australia è un paese orgogliosamente privo di armamenti nucleari ed è impegnato a restare tale. Questi mezzi navali non saranno dotati di armi nucleari di alcun genere".

Un progetto a lungo termine e senza armamenti nucleari, quindi, ma che comunque la Cina non ha preso affatto bene. Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese ha accusato Washington, Londra e Canberra di "una tipica mentalità da guerra fredda", che agli occhi di Pechino stimolerà solo una corsa agli armamenti, sabotando il sistema internazionale di non proliferazione nucleare e danneggiando "la pace e la stabilità della regione". Anche la Russia, di cui la Cina è un partner strategico sempre più stretto da quando ha intrapreso l'invasione militare dell'l'Ucraina, ha criticato l'accordo, attraverso il suo ministro degli Esteri Sergey Lavrov, secondo cui sarebbe inimmaginabile che "le grandi civiltà asiatiche" obbediscano a Washington e altri paesi anglosassoni, come prutroppo - secondo Lavrov - fa l'Unione europea".

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