Lunedì, 17 Maggio 2021

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Australia blocca accordi Belt and Road, Cina furiosa

Stop allo stato di Victoria, che li aveva firmati

Milano, 22 apr. (askanews) - La Cina ha minacciato l'Australia di grave conseguenze, dopo che Canberra ha deciso di revocare due accordi firmati tra lo stato di Victoria e Pechino nell'ambito dell'Iniziativa Belt and Road.

Wang Wenbin, portavoce del ministero degli affari esteri cinese ha espresso una "risoluta opposizione" nei confronti della mossa di Canberra, che è stata definita "irragionevole".

"La Cina esprime il proprio disappunto e una ferma opposizione al veto del governo federale di Canberra e ha già intrapreso azioni severe nei confronti dell'Australia", ha dichiarato.

Il ministro degli Esteri australiano Marise Payne, sulla base di una legge approvata lo scorso anno a livello federale, ha cancellato gli accordi firmati nel 2018 e nel 2019 tra il governo dello stato di Victoria e la Comissione nazionale cinese di sviluppo e riforma, oltre che una serie di accordi con Siria e Iran, sulla base del fatto che tali accordi sono in contrasto con la politica estera australiana.

"Agiremo sempre nell'interesse nazionale per proteggere l'Australia, ma anche per assicurare un avanzamento dei nostri interessi per un contesto Indo-Pacifico libero e aperto", ha dichiarato il premier australiano, Scott Morrison.

Le relazioni tra Cina e Australia sono da tempo a un punto piuttosto basso. Una serie di atti ostili tra i due paesi si sono susseguiti e, tra questi, la decisiione australiana di mettere fuori Huawei dalla rete 5G, primo paese ad averlo fatto. Inoltre Canberra ha chiesto un'inchiesta accurata e indipendente sull'origine in Cina del Covid-19. Pechino, dal canto suo, ha reagito con una serie di sanzioni nei confronti delle esportazioni australiane.

Ciononostante, l'Australia resta uno dei principali partner commerciali della Cina, con il commercio bilaterale che si avvicinava ai 200 miliardi di dollari nel 2019.

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