Giovedì, 4 Marzo 2021

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Banca Etica: è allarme inclusione finanziaria

Appello a Istituzioni: concentrazione riduce accesso al credito

Roma, 3 dic. (askanews) - Il livello di inclusione finanziaria in Italia - stando agli ultimi dati disponibili relativi al 2018 - è di circa 4 punti percentuali al di sotto del livello osservato nel 2012. Con segnali positivi osservabili nell inversione di tendenza tra 2017 e 2018. Ma con la forte incognita di quali saranno, sulla vulnerabilità finanziaria di imprese e famiglie, gli effetti della crisi da COVID-19.

E' quanto emerge dalla terza edizione dello studio sull inclusione finanziaria curato da Banca Etica. In particolare il Nord-Ovest e il Centro sono le aree che mostrano il livello di inclusione finanziaria più elevato, pur registrando - entrambe - un peggioramento delle condizioni rispetto a 8 anni fa. Se Nord e Centro della penisola mostrano generali deterioramenti, le condizioni di inclusione finanziaria peggiori si registrano però al Sud e nelle Isole: nel 2018 circa 20 punti percentuali inferiori al livello di inclusione finanziaria osservato nella media nazionale del 2012.

Il direttore generale di Banca Etica, Alessandro Messina:

"Questo studio ci dice per il terzo anno consecutivo che l'esclusione finanziaria in Italia sta crescendo, che c'è un grande tema di diversità territoriale nell'accesso ai servizi finanziari, e in particolare nell'accesso al credito. E in Italia questo si misura in un rapporto di almeno 1 a 3, cioè la qualità dell'accesso a Reggio Calabria, purtroppo l'ultima provincia italiana in questa classifica, più di tre volte inferiore rispetto a Milano, che invece è in testa".

Il credito inoltre si riduce, diventa più selettivo, discrimina segmenti di popolazione e di tessuto produttivo, in particolare le piccole imprese. In Italia come in Spagna, Paese in cui Banca Etica opera dal 2014 e a cui è dedicato un approfondimento della ricerca. Ancora Messina:

"E' necessario trovare un modo di tenere insieme quello che è l'inevitabile sviluppo tecnologico, e quello che è l'inevitabile globalizzazione dei mercati finanziari, con la vicinanza ai diversi segmenti di popolazione ed ai loro bisogni. Da questo punto di vista favorire banche locali, banche cooperative, banche che hanno un approccio non solo alla massimizzazione dei loro profitti è una modalità per salvaguardare la biodioversità bancaria e per sostenere l'economia reale".

Da qui l'appello alle istituzioni, segnalando invece come al contrario la concentrazione in essere del mercato bancario

riduce di fatto l accesso al credito. Molto quindi c'è da fare verso una strada risolutiva:

"Gli attori già ci sono e sono molti. Noi come Banca Etica facciamo parte di un network che si chiama Global Alliance for Banking on values dove sono più di 100 milioni i clienti serviti. Si può ancora crescere, in Italia abbiamo la storia lunga e centenaria delle banche di credito cooperativo che sempre sono state vicine all'economia reale, e ci sono anche nuovi attori, perchè non è detto che le fintech non possano assumere un approccio di questo tipo. Serve però che la regolamentazione sappia orientarsi anche a favore di questi soggetti e non solo verso chi è sempre più grande e sempre più distante dai mercati".

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