Venerdì, 5 Marzo 2021

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"Be Honest", la prima startup italiana che certifica le onlus

Nata a Torino grazie all'acceleratore sociale "Socialfare"

Torino, 1 dic. (askanews) - Certificare la credibilità di chi opera nel terzo settore e tutelare chi fa donazioni o investe nel sociale. Ha un duplice obiettivo "Be honest", la prima startup italiana che certifica le onlus e che ha sede all'interno di Rinascimenti Sociali, hub nel centro di Torino, nato grazie a Socialfare, unico acceleratore italiano specializzato nel sociale.

Fondata da Daniele Narduzzi, "Be Honest" opera attraverso una piattaforma digitale e un algoritmo proprietario.

"L'intelligenza artificiale raccoglie tutti i dati disponibili riguardo ad una organizzazione non profit - ha spiegato - la sua attività, la sua vita, i suoi risultati e presenta un report, attraverso il quale si possono poi indagare le aree di rischio".

Un'idea partita nel 2016 all indomani del terremoto che ha stravolto il centro Italia.

"All'epoca ci siamo resi conto che nonostante la generosità degli italiani - ha continuato il fondatore della startup - molte delle donazioni non riuscivano ad arrivare a destinazione. Ci siamo interrogati su come potesse essere possibile creare un ponte tra chi dona e chi riceve. Ci siamo quindi messi all opera per studiare un nuovo modello di certificazione"

In occasione della Giornata internazionale del dono, che si celebra il primo dicembre, Be honest ha emesso le prime certificazioni: si tratta di tre realtà del non profit torinese, Casa Oz, Fondazione Paideia e 1 caffè Onlus, lanciata dall attore Luca Argentero.

"In Italia oggi ci sono oltre 300mila organizzazioni no profit e quindi distinguersi è veramente difficile, a meno di non destinare tantissimi fondi alla pubblicità - ha concluso Narduzzi - ma chi dona rischia però di premiare chi fa una pubblicità migliore. Com la certificazione di Be honest un organizzazione invece si può distinguere sulla base dei risultati ottenuti e del lavoro serio ed eccellente che ha svolto".

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