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Bielorussia, scioperi anti-Lukashenko, il presidente: io resto

Il fronte europeo si mobilita. Le opposizioni: pronti a governare

 

Minsk, 17 ago. (askanews) - Una folla di operai con cartelli di protesta attendeva a Minsk il presidente Alekandr Lukashenko giunto in elicottero a una fabbrica di telai per mezzi speciali, per urlargli "vattene, vattene".

Il capo dello Stato si è presentato in mattinata alla Mztk, all'indomani della grande manifestazione nella capitale (e in altre città bielorusse) convocata dall'opposizione per chiedere le sue dimissioni.

Lukashenko ha detto di essere pronto a cedere parte dei poteri presidenziali, "ma non come conseguenza di pressioni e non tramite le piazze".

In ogni caso, ha escluso la convocazione di nuove elezioni dopo le presidenziali del 9 agosto, che secondo i dati ufficiali lo hanno confermato per un sesto mandato, mentre secondo le opposizioni hanno sottratto la vittoria alla loro candidata Svetlana Tikhanòvskaya.

Proprio Tikhanovskaya, dal suo temporaneo esilio in Lituania, ha dichiarato di essere pronta ad assumere la guida del Paese, mentre un altro leader dell'opposizione, l'ex candidato presidenziale Valery Tsepkalo, ha detto che il dialogo con Lukashenko è possibile solo se il presidente accetta un trasferimento di poteri.

Intanto il Consiglio europeo convoca una riunione d'emergenza mercoledì alle 12 per discutere la situazione in Bielorussia", mentre il Regno Unito annuncia di non accettare i risultati delle presidenziali e la Germania minaccia nuove sanzioni contro Minsk.

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