Mercoledì, 27 Ottobre 2021

Milano, ancora eroina e disperati nel bosco della droga: un altro blitz con le ruspe

MILANO - Le siringhe si sono spostate alcune centinaia di metri più in là. I disperati, i senzatetto, i tossici, gli spacciatori anche. È cambiata leggermente la “forma” - adesso i binari dell’alta velocità e la tangenziale sono più vicini - ma non la sostanza al bosco della droga di Rogoredo, ancora uno dei più grandi paradisi dell’eroina del Nord Italia. Immutata, però, è anche la voglia del comune di scrivere per sempre la parola fine su una storia che mischia pericolosamente delinquenza e disperazione. 

Così, lunedì mattina - per l’ennesima volta negli ultimi mesi -, carabinieri e polizia locale hanno fatto nuovamente irruzione nell’area, particolarmente impervia. Sessanta militari - tra loro l’equipaggio di un elicottero, il nucleo cinofilo e gli uomini del terzo Reggimento Lombardia - e quaranta ghisa hanno cinturato e passato al setaccio tutta la zona tra via Sant’Arialdo, San Dionigi, Fabio Massimo e Orwell. 

Complessivamente sono state controllate una novantina di persone. Quattro persone sono state denunciate in stato di libertà per inosservanza delle norme di soggiorno, violazione della misura del foglio di via obbligatorio e ricettazione. Carabinieri e vigili hanno controllato anche le vie limitrofe per identificare le persone dirette verso l’area verde per comprare la droga. Dopo di loro, sono entrate in azione - di nuovo - le ruspe dell’Amsa, che hanno bonificato parte del bosco e hanno raso al suolo alcune strutture di fortuna probabilmente costruite dagli spacciatori.

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