Venerdì, 25 Giugno 2021

Category management: la chiave per il post-Covid in largo consumo

Harris: necessaria collaborazione industria-distributori

Milano, 7 mag. (askanews) - Mettere nel carrello un prodotto è un gesto elementare che compiamo quasi automaticamente tutte le volte che entriamo in un supermercato per fare la spesa. Ma che quel prodotto finisca in quel punto vendita, in quella posizione, insieme a una serie di altri prodotti, in promozione magari nello shop online, è tutt altro che casuale. E' figlio di un approccio che vede industria e distribuzione collaborare per massimizzare i risultati commerciali partendo dalle esigenze dei consumatori e prima ancora degli acquirenti. In due parole category management, un approccio che da oltre 30 anni concepisce e gestisce le categorie merceologiche come fossero unità di business:

Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy: "Il category management è il linguaggio comune e il processo collaborativo condiviso con cui industria e distribuzione dialogano quando parlano di crescita della categoria e di soddisfazione del consumatore. È un processo assolutamente attuale oggi perché ha saputo davvero evolversi nel tempo a partire da un concetto chiave che è quello della centralità del cliente che rimane inalterata".

Al category management GS1 Italy ha dedicato, a valle della pubblicazione "Category Management Yesterday, Today & Tomorrow" della Ecr community, un incontro che ha fatto il punto sull evoluzione di questa metodologia e sul suo futuro, anche alla luce dei cambiamenti imposti dalla pandemia. Come ha ricordato il padre di questo approccio Brian Harris, che insieme a un altro esperto, Luc Demeulenaere, ha preso parte all evento: "Il covid ha provocato molti cambiamenti nei bisogni e nei comportamenti dei consumatori e degli shopper. Quello che il category management fa e continuerà a fare è rispondere alla domanda base in che modo le categorie sono state influenzate da questo evento, e sulla base di questo gestirle. L'altra cosa che abbiamo imparato dal covid è la necessità di collaborare tra produttori e distributori, un paradigma che oggi è ancora più critico che in passato mettendo al centro una precisa segmentazione dei propri target e l'utilizzo sempre più importante di tecnologie come l'intelligenza artificiale".

In un contesto di cambiamenti dirompenti imposti dalla pandemia al modo stesso di fare la spesa, il category management consente a industria e distribuzione di rispondere con tempestività alle mutate esigenze di shopper e consumatore, oggi punto di partenza di questo approccio che negli anni si è saputo evolvere.

Antonella Altavilla, owner di ADF consulting: "Il category per sua natura è un processo di business flessibile, è una logica di gestione del business del retailer integrato col business dell'Industria proprio per arrivare a rispondere nel modo più corretto più coerente alle esigenze dei consumatori e degli shopper. In questo senso è l'approccio giusto per rispondere a subitanei cambiamenti come quelli avvenuti con con la pandemia".

Oggi che i confini tra punto vendita fisico e digitale si sono dissolti, la logica dell omnicanalità prevale e la tecnologia offre un enorme quantità di dati sulle leve di acquisto e consumo, occorre ripartire da alcuni punti cardine:

"Tre parole chiave back to Basics, quindi tornare a ragionare su core business di industria e distribuzione guardando i fondamentali quindi le strategie la definizione delle categorie Ma partendo dal consumatore e dallo shopper, secondo collaborazione perché lavorando insieme posso costruire sinergie di competenze, di tempo, di risorse di organizzazione

terza parola competenze".

Proprio la collaborazione, insieme allo sviluppo di competenze, è un tema chiave per GS1 Italy che attraverso i suoi standard abilita allo sviluppo di un linguaggio comune lungo tutta la filiera del largo consumo.

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