Giovedì, 4 Marzo 2021

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Cinema, il Covid si porta via il regista sudcoreano Kim Ki-duk

Morto in Lettonia a 59 anni. Leone d'Oro nel 2012 con "Pietà"

Milano, 11 dic. (askanews) - Un'altra vittima illustre del coronavirus. Il regista sudcoreano Kim Ki-duk, 59 anni, è morto in Lettonia, in seguito a complicazioni correlate al Covid-19. A dare la notizia della morte del regista sudcoreano al portale Delfi.lt è stato il direttore dell' ArtDocFest/Riga, il regista russo Vitalij Mansky che ha annunciato che Kim ki-Duk sarebbe morto alle ore 1.20 in un ospedale di Riga.

Ex operaio, ex marinaio, pittore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, Kim Ki Duk si è fatto conoscere nei primi anni Duemila quando le sue pellicole hanno iniziato a girare nei festival di tutto il mondo.

Poesie per immagini, con dialoghi quasi assenti, una estrema cura per la messa in scena e per la composizione dell'immagine, le opere di Kim ki duk hanno conquistato subito il mondo dei cinefili. Il regista, in grado di realizzare nella fase più prolfica anche due film all'anno, è diventato un autore di culto, premiatissimo nei festival più prestigiosi.

Nel 2004 si aggiudica l'Orso d'Argento alla Berlinale con il "La samaritana"; nello stesso anno vince il Leone d'argento con il film "Ferro 3". Nel 2011 il suo documentario Arirang vince il premio Un Certain Regard a Cannes. Nel 2012 è la volta del Leone d'oro alla 69 edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia con il film "Pietà".

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