Mercoledì, 3 Marzo 2021

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Con pandemia Ssn inaccessibile per malati no-covid: è emergenza

L'allarme dell'associazione SalutEquità

Roma, 11 dic. (askanews) - La pandemia sta condizionando pesantemente il livello di accessibilità al Servizio Sanitario Nazionale da parte dei pazienti non Covid. Nei primi mesi del 2020, solo per fare alcuni esempi, i ricoveri sono calati del 40%, e gli screening oncologici del 50-55%.

E' l'allarme della neonata associazione SalutEquità, il nuovo "laboratorio italiano" per l'analisi, l'innovazione e il cambiamento delle politiche sanitarie e sociali, il cui presidente Tonino Aceti ha presentato il primo Report dedicato all'Equità di accesso alle cure in tempi di Covid-19".

"Nel servizio sanitario nazionale - spiega ad Askanews Aceti - noi siamo abituati a guardare alle disuguaglianze nell'accesso ai servizi tra territori, tra regioni, tra aree interne del Paese più disagiate e le aree metropolitane il Covid ha introdotto questa disuguaglianza tra tipologie di pazienti. Questo è un profilo che dobbiamo assolutamente analizzare e dobbiamo velocemente superare".

"Abbiamo dei pazienti non covid che sono tuttora purtroppo degli esodati del Servizio Sanitario Nazionale a causa dell'incapacità del servizio pubblico di mantenere quel doppio servizio di assistenza per i pazienti Covid e i pazienti non Covid e questo è un grande profilo di iniquità, nuovo", ha aggiunto.

Il coronavirus è diventato dunque un moltiplicatore di disuguaglianze che mette a serio rischio anche la salute di chi non lo contrae ma è affetto da altre patologie:

"C'è stato un calo importante dei ricoveri -40%, -58% di ricette erogate che vuol dire 13,3 milioni di accertamenti diagnostici in meno e 9,6 milioni di viste specialistiche in meno. Ma c'è stato anche un calo importante degli screening oncologici e quindi un blocco all'accesso alla prevenzione: si stima che siano circa 4.300 le neoplasie non diagnosticate nei primi mesi del 2020 e circa 4mila adenomi sempre nello stesso periodo. E una contrazione importante della spesa farmaceutica per medicinali molto importanti come quelli innovativi", ha denunciato Aceti.

Dunque l'associazione si pone come baluardo affinchè l'accesso alla salute sia garantito sempre a tutti: "Un presidio a tutela della qualità delle politiche pubbliche sanitarie e sociali. La salute e l'equità sono due concetti purtroppo nella realtà spesso separati - sottolinea il presidente di SalutEquità - non tutte le politiche per la salute garantiscono equità, da qui l'idea di dare il via a un'organizzazione che mettesse in ogni azione che fa gli occhiali dell'equità, considerando salute e equità un unico concetto, indissolubile".

"La prima proposta è quella di ristabilire equità di accesso fra pazienti covid e non covid perché questa sarà un'emergenza nell'emergenza e se non riusciremo a intercettarla ci scoppierà tra le mani subito dopo il Covid", ha concluso.

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