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Contagi record in India: manca ossigeno, corpi cremati in strada

Il Regno Unito mette il Paese nella lista rossa sui viaggi

Roma, 23 apr. (askanews) - L'India si trova nel mezzo di una nuova ondata di coronavirus senza precedenti: oltre 330mila contagi, record per un Paese, e più di 2.000 morti in 24 ore a causa, secondo molti, di una nuova variante definita "doppio mutante" del virus che sembra molto contagiosa.

Gli ospedali di Delhi hanno lanciato appelli disperati per la carenza di ossigeno, ma mancano anche posti letto e farmaci. Almeno sei hanno esaurito le scorte nella capitale indiana, aerei dell'aeronautica hanno iniziato a portare grandi serbatoi di ossigeno in tutto il Paese ed è partito il primo Oxygen Express con cisterne cariche per portare aiuto alle strutture più in difficoltà.

Oltre quattro milioni i contagi solo in questo mese in India, 16 da inizio pandemia. A inizio anno si pensava che il peggio fosse alle spalle e il governo aveva abbassato la guardia, permettendo alla maggior parte delle attività di tornare alla quasi alla normalità. Inoltre, il grande raduno religioso del Kumbh Mela ha attirato circa 25 milioni di pellegrini indù, per lo più senza mascherine e rispetto del distanziamento. E ad aggravare la situazione ci sono stati grandi comizi elettorali, compreso quello del primo ministro Narendra Modi a Kolkata davanti a una folla stimata di 800.000 persone.

I forni crematori lavorano 24 ore al giorno e in alcune località come a Rajkot, i corpi vengono cremati per strada. Aumentate le restrizioni, Nuova Delhi è in isolamento e dal fine settimana lo sarà anche lo stato settentrionale dell'Uttar Pradesh, con 240 milioni di persone. Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati l'ultimo Paese a imporre restrizioni di viaggio in India, sospendendo i voli su uno dei corridoi aerei più trafficati del mondo. Anche il Canada ha interrotto i voli dall'India, così come il Pakistan. E il Regno Unito ha inserito il Paese nella lista rossa sui viaggi. I passeggeri che arrivano con voli dall'India da oggi sono costretti a osservare un periodo di quarantena alberghiera di dieci giorni. Inoltre, a chiunque non sia residente nel Regno Unito o in Irlanda o non sia cittadino britannico sarà vietato l'ingresso nel Paese se è stato in India nei 10 giorni precedenti.

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