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Lunedì, 15 Agosto 2022

Coronavirus, i nidi privati e convenzionati: rischiamo chiusura

Appelli al governo e petizioni: "Non abbandonateci"

Roma, 9 apr. (askanews) - Scuole chiuse per il coronavirus e didattica a distanza. Ma la realtà dei nidi è molto più complicata. Sono migliaia in tutta Italia le strutture private che si sostengono solo con le rette pagate dai genitori. Con la chiusura devono affrontare comunque oneri d'affitto e spese fisse, rischiano di non farcela e si sentono abbandonati dal governo. Molti hanno chiesto aiuti volontari alle famiglie, retta al 50% o inferiori, per sopravvivere.

Si susseguono sui social gli appelli con l'#nonabbandonateci, le petizioni, le richieste d'aiuto. I privati lamentano l'esclusione dal decreto Cura Italia ma la situazione appare ancora più complessa per i nidi privati convenzionati con il comune. Come il Santa Teresa di Roma.

Il titolare Mauro Iozzi. "Mi sembra di poter individuare il nodo maggiore nell articolo 48, comma 3 del decreto della Presidenza del consiglio, in cui si specifica che il pagamento della pubblica amministrazione va a cessare gli ammortizzatori sociali e questo comporta che non possiamo avere l aiuto sul costo del lavoro e contemporaneamente i soldi che ci spettano da contratto della pubblica amministrazione. E questo crea una mancanza di coperture sulle spese che l asilo deve continuare a sostenere".

Inoltre, spiega, il comune aveva messo a bilancio i fondi, ma: "Il Comune aiuta le famiglie non facendo pagare la quota mensile ma non si è sostituito a loro; noi perdiamo quindi quelle quote che vanno in base all Isee e c è anche da sottolinare la difformità peché ogni nido perde importi diversi in base alle quote Isee che pagano le famiglie".

Stessi problemi a Milano. Gabriella Cataldo, titolare del nido d'infanzia Il folletto Birichino, lamenta che l'aiuto delle famiglie non basta. "Ci rivolgiamo a istituzioni, comune, regione, allo Stato per chiedere un sostegno effettivo perché per noi restituire un prestito non è semplice, non abbiamo capitali accantonati e le entrate mensili che otteremo alla riapertura non saranno sufficienti a coprire oltre ai costi di gestione anche un eventuale finanziamento".

Intanto, però, anche i nidi si danno da fare a distanza con letture, attività da fare a casa, soprattutto per stare accanto alle famiglie e ai bimbi. Elisa Caporali, educatrice e coordinatrice.

"Per stare vicino a loro e per stare bene anche noi, amiamo il nostro lavoro e i nostri bimbi e in questo modo ci sentiamo un pochino più vicini".

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