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Coronavirus: "In Puglia al via Unità di cura a domicilio" (Usca)

Presidente Ordine Medici Barletta: "È la migliore soluzione"

Roma, 28 apr. (askanews) - Si parte la prossima settimana. Il protocollo è stato già siglato, c'è ancora qualche problema tecnico ma dal 4 maggio le Usca, le Unità Speciali in Continuità Assistenziale, in Puglia saranno operative. Lo spiega, in questa intervista ad askanews, il dottor Dino Delvecchio, presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Barletta, Andria e Trani.

"C'è un protocollo, è stato siglato in Regione con la parte pubblica e la rappresentanza sindacale. Sono state stabilite le modalità organizzative delle Usca, Unità Speciali in Continuità Assistenziale. Allo stato attuale non sono partite, perché siamo ancora in una fase organizzativa".

Ancora problemi organizzativi, ma dalla prossima settimana si parte. "Ci sono dei problemi pratici da organizzare sul territorio per permettere che le Usca partano: ad esempio individuare le sedi dove le Usca devono alloggiare, le sedi dove il personale si deve vestire e spogliare tra un intervento e l'altro. Queste sedi devono avere delle caratteristiche specifiche che abbiamo già stabilito. Ma stiamo per partire. Per la prossima settimana siamo pronti a partire".

Per il dottore Delvecchio, le Usca sono la migliore soluzione contro la pandemia. "È una soluzione e credo di non essere il solo a dirlo. In Lombardia, ad esempio, dove il territorio in una prima fase è stato ignorato, abbiamo avuto l'intasamento delle strutture ospedaliere perché tutti si ricoveravano. Se non si interviene alla bocca dell'imbuto, cioè sul territorio, dove ci sono i pazienti, evitando che questi giungano in ospedale, ma si interviene con l'identificazione, la diagnosi precoce e il trattamento con protocolli condivisi, tutti lavorano meglio. E poi credo che un posto migliore come il domicilio, soprattutto per il malato, non c'è".

In pratica, il paziente che presenta sintomi da Covid-19 dovrà chiamare il medico di base che, allertato il Dipartimento di igiene, si preoccuperà di chiamare anche la Usca territoriale, la quale andrà al domicilio per verificare le condizioni del contagiato, effettuare tampone o somministrare farmaci. "In Puglia abbiamo stipulato un protocollo di cura domiciliare, in associazione tra medicina generale, società italiana di medicina generale, e il dipartimento di malattie infettive del Policlinico. Insieme abbiamo deciso che questi possono essere i protocolli di cura domiciliare, con tutte le garanzie per il paziente e per il medico che opera".

In Puglia, su 4 milioni di abitanti, si prevede una Usca ogni 50mila abitanti, ma non sarà necessario laddove i contagi saranno pochi. "Dalla prossima settimana tutte le Usca dovrebbero partire, una ogni 50mila abitanti. Ma nel caso in cui c'è un territorio in cui ci sono pochi episodi, si possono allestire meno Usca. Se non partissimo tutti la prossima settimana saremmo un po' colpevoli".

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