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Lunedì, 8 Agosto 2022

Coronavirus, Nuova Zelanda riduce lockdown: storia di un successo

Misure estreme da subito, così Jacinda Arden ha fermato il virus

Milano, 20 apr. (askanews) - "Abbiamo avuto successo. Voi, tutti voi, avete stoppato l'esplosione incontrollata di Covid 19 e io non potrei essere più orgogliosa di quello che abbiamo fatto insieme". La premier neozelandese Jacinda Ardern si congratula così con i suoi cittadini e annuncia l'alleggerimento del lockdown a partire dal 27 aprile.

Un respiro di sollievo per un Paese in cui in realtà l'emergenza non è davvero mai scoppiata: i casi attualmente positivi sono circa 1100, i ricoverati 974. In tutto ci sono stati 12 morti.

Certo, parliamo di 5 milioni di persone distribuite su due isole che complessivamente hanno una superficie grande circa quanto l'Italia. Ma Auckland e Wellington sono città popolose in cui vive grande parte della popolazione e una decina di focolai sono scoppiati anche qui, subito spenti, grazie ad un uso massiccio di tamponi, anche sui non sintomatici.

La vera differenza però rispetto agli altri Paesi è stata la tempestività. Jacinda Ardern, che guida la Nuova Zelanda da due anni, il 19 marzo blocca i voli, una decisione non semplice in un Paese che vive di turisti, 4 milioni ogni anno. Il 25 parte il lockdown, nessuna gradualità: qui è immediata la chiusura di scuole, uffici, aziende. Misure estreme quando nel Paese ci sono solo 102 positivi e zero morti.

Per fare un paragone sulla strategia, in Italia il lockdown nazionale più restrittivo è arrivato il 10 marzo: quel giorno c'erano oltre 10mila casi e 631 morti.

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