Giovedì, 3 Dicembre 2020

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Tutti i vip e i potenti che hanno fatto i bulli con il coronavirus e poi si sono ammalati di Covid-19

L'ultimo è stato Donald Trump, ma nella lista ci sono tantissimi politici, sportivi, cantanti e persino religiosi che hanno scherzato con il virus e sono rimasti fregati. Vediamoli tutti

L’ultimo in ordine di tempo è stato Donald Trump: il presidente degli Stati Uniti era risultato positivo al coronavirus a inizio ottobre, insieme con la moglie Melania, dopo settimane in cui ha sottostimato il rischio del contagio e in generale i rischi rappresentati dal coronavirus. Ricoverato in ospedale, nei giorni scorsi è stato dimesso e si è presentato in pubblico per rassicurare sulle sue condizioni di salute, anche se molti hanno puntato il dito contro quella che sembrava una difficoltà a respirare. 

Trump è però solo l’ultimo dei leader mondiali che hanno contratto il coronavirus dopo settimane di scetticismo  sulla pandemia, pagandone lo scotto sulla loro pelle. Prima di Trump, a contrarre il virus sono stati il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, il presidente Bielorisso Aljaksandr Lukashenko e il premier inglese Boris Johnson, che è stato addirittura costretto al ricovero, pur breve, in terapia intensiva. In Israele, dove è scattato un secondo lockdown per contenere i contagi, a contrarre il virus è stato il ministro della Salute Yaakov Litzman, leader della comunità ultraortodossa che ha più volte sfida le restrizioni per partecipare alle funzioni religiose. 

In Burundi contagiato il presidente Pierre Nkurunziza, secondo cui “la covid sarebbe trasmessa dall’aria” e “Dio ha ripulito dal coronavirus i cieli del Burundi”: Nkurunziza è morto lo scorso 6 giugno ufficialmente in seguito a un malore, ma alcuni media locali hanno avanzato l’ipotesi che a ucciderlo sia stata la combinazione di covid-19 e diabete, di cui soffriva da tempo.

Numerosi anche i rappresentanti di culti e religioni risultati positivi dopo settimane di sermoni all’insegna dello scetticismo. Paul Van Noy, pastore della chiesa Candlelight dell’Idaho, era un convinto no-mask che dopo il contagio ha fatto retromarcia, scusandosi. Carlo Maria Viganò, arcivescovo ed ex ambasciatore del Vaticano negli Stati Uniti, abbraccia in toto la visione di Donald Trump, e ha dato la sua adesione alla manifestazione negazionista e no mask organizzata a Roma: non è stato contagiato, ma ha parlato della covid-19 come una punizione divina per i peccati della moderna società.

Anche il mondo dello sport ha avuto il suo scettico eccellente: il campione di tennis Novak Djokovich è risultato positivo a giugno, dopo settimane in cui si si era espresso contro il vaccino per il Covid-19, anche se obbligatorio, e soprattutto dopo avere partecipato al contestato torneo di beneficenza Adria Tour, organizzato nei Balcani, senza rispetto delle norme anti covid: dall’evento è nato un cluster che ha contagiato anche diversi altri tennisti e parte dello staff. Il numero uno al mondo si è scusato, ma non ha mai ritrattato del tutto le sue dichiarazioni sul coronavirus.

Che dire poi del mondo dello spettacolo? Miguel Bosé, che per la covid-19 ha perso la madre, è uno dei più accaniti sostenitori del movimento no-mask spagnolo, e a inizio settembre ha cancellato tutti gli account social perché, recita la nota diffusa dallo staff, non ritiene che le reti “siano attualmente plurali e oggettive”. Rientrando in Italia, le dichiarazioni di Andrea Bocelli hanno fatto parecchio discutere: nonostante il contagio, ha partecipato al convegno negazionista organizzato al Senato, dove ha detto di nutrire molti dubbi perché non conoscerebbe nessuno che è stato ricoverato in terapia intensiva. Poi la retromarcia, parlando di fraintendimenti, ma il danno ormai era fatto.

Restando sempre in Italia, uno degli scettici per eccellenza è stato Flavio Briatore: risultato positivo in estate, nel pieno della discussione sugli assembramenti nella movida e nel suo BIllionaire a Porto Cervo, in Sardegna, è stato ricoverato al San Raffaele di Milano, lo stesso ospedale in cui è stato in seguito ricoverato anche Silvio Berlusconi. Entrambi sono guariti, ma Briatore in seguito ha continuato a ribadire di “non voler cedere alla psicosi e all’isteria di massa”.

Non mancano poi esempi di “non-famosi” saliti alla ribalta proprio per il loro punto di vista sul coronavirus: Brian Lee Hitchens, 46enne della Florida, promuoveva sui social teorie complottiste e negazioniste sinché non si è ammalato e si è ritrovato a ritrattare tutto, ringraziando i medici per averlo assistito e curato. In Texas un 30enne ha organizzato un covid-party per dimostrare di non temere affatto il virus, si è ammalato, è finito in terapia e alla fine è morto, anche lui ritrattando con un’infermiera. In Massachusetts, un 81enne seguace della visione di Trump è morto dopo essersi rifiutato di indossare la mascherina. Famosissima infine, anche se lei non si è mai ammalata, è la signora Angela, la donna di Mondello che in estate ha lanciato il tormentone “non ce n’è coviddi”: diventata una star sui social, qualche giorno fa è però tornata sui suoi passi, pur senza essere stata contagiata, spiegando di essere convinta che il coronavirus, ci sia per davvero e lanciando un appello: «Usiamo la mascherina».

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