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Giovedì, 18 Aprile 2024

Corte Suprema Usa revoca stop alla legge sull'immigrazione del Texas

Il Messico: è anti-migranti, xenofoba e discriminatoria

Roma, 20 mar. (askanews) - Negli Stati Uniti, il tema dei migranti, soprattutto al confine con il Messico, torna a riaccendersi anche in vista delle elezioni presidenziali. La Corte Suprema ha revocato la sospensione di una controversa legge del Texas che consentirebbe alla polizia di arrestare e deportare gli immigrati che entrano illegalmente negli Stati Uniti dal Messico. La decisione della Corte, a maggioranza conservatrice, consente così al Senate Bill 4 (SB 4), di entrare in vigore. L'amministrazione del presidente Joe Biden si era opposta con forza alla legge, sostenendo che il governo federale ha l'autorità in materia di immigrazione, non i singoli Stati. La Casa Bianca ha denunciato la decisione dell'Alta Corte.

Al confine tra Messico e Stati Uniti, a Ciudad Juarez, i migranti condividono la loro delusione. "Che si mettano la mano sul cuore per i migranti, che agiscano in favore dei migranti, perché noi siamo famiglie, così come loro hanno famiglie. E noi abbiamo bisogno di entrare negli Stati Uniti, io ad esempio che sono un esiliato politico" dice Giancarlo Navarro. "Siamo venuti per lavorare. Non siamo venuti per prendere niente da nessuno. Quello che vogliamo è solo lavorare qui (negli Stati Uniti, ndr) per mandare soldi ai nostri figli, alle nostre famiglie", aggiunge Oscar Galeano. "Questa è una legge anti-migranti, xenofoba e discriminatoria - ha commentato Alicia Barcena, ministra messicano degli Affari esteri - stabilisce che qualsiasi migrante o persona che si sposta in qualsiasi parte del Texas può essere trattenuta dalle autorità e messa in prigione o deportata".

La situazione è complessa: il mese scorso un giudice federale aveva bloccato temporaneamente la legge approvata dalla maggioranza repubblicana nella legislatura statale del Texas, affermando che era "in conflitto con le disposizioni chiave della legge federale sull'immigrazione". Ma una corte d'appello a maggioranza conservatrice ha dichiarato poi che la legge poteva entrare in vigore a meno che la Corte Suprema non avesse deciso diversamente. La più alta corte nazionale, a maggioranza conservatrice, aveva emesso una sospensione temporanea all'inizio del mese, ma ora l'ha revocata, in attesa di ulteriori discussioni presso la corte d'appello.

E se da una parte i repubblicani incolpano Biden per il recente flusso record di immigrati negli Stati Uniti, la Casa Bianca, dall'altra, accusa i repubblicani di aver deliberatamente sabotato il tentativo bipartisan di trovare una soluzione.

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