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Corte Ue condanna Italia per superamento limiti emissioni PM10

Violazione sistematica e continuata direttiva qualità dell'aria

Bruxelles, 10 nov. (askanews) - La Corte europea di Giustizia ha condannato l'Italia per il pm10. La sentenza è stata emessa oggi a Lussemburgo per la violazione sistematica e continuata della direttiva Ue sulla qualità dell'aria, e per non aver posto rimedio con le misure adeguate a questa inadempienza. In particolare, secondo la Corte europea non sono stati rispettati, in alcuni casi per più di dieci anni, i valori limite sia giornalieri che annuali della concentrazione nell'aria di emissioni di particolato PM10.

I limiti giornalieri sono stati violati a partire dal 2008 in varie zone, agglomerati o regioni d'Italia.

Il particolato PM10 è composto di particelle solide o liquide di diametro inferiore a 10 micrometri, spesso contenenti sostanze tossiche, che possono penetrare nelle vie respiratorie e nei polmoni. Le emissioni sono dovute principalmente ai carburanti usati nei trasporti e al riscaldamento domestico.

L'esistenza di un nesso causale tra l'esposizione a elevate concentrazioni di particelle nell'aria e l'aumento della mortalità o della frequenza percentuale di alcune malattie nella popolazione è stata confermata dall'Organizzazione mondiale della Sanità. L'Italia, con 66.630 decessi prematuri riconducibili a questa causa in un anno, è lo Stato membro dell'Ue maggiormente colpito in termini di mortalità connessa al particolato.

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