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Covid, "Con scuola e inverno servono più test e fatti bene"

Prof. Parruti: bene anche quelli rapidi per trovare asintomatici

 

Roma, 11 set. (askanews) - In questa fase e con l'aumento dei contagi da coronavirus, diventa sempre più importante allargare il numero di tamponi per intercettare subito i portatori asintomatici, con tutti i metodi a disposizione. Il Professor Giustino Parruti, direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara e componente della task force della Regione sull'emergenza coronavirus:

"L'ideale, il nostro obiettivo, è allargare il numero di tamponi per intercettare nel minor tempo possibile senza gap la frequenza e la circolazione dei portatori asintomatici e degli iniziali sintomatici, come il bambino che sviluppa il raffreddore la mattina o la tosse; nel migliore dei mondi possibili vanno aumentati i tamponi classici perché hanno un'efficacia maggiore; ma in una Regione con un'area ad esempio di 5 milioni di cittadini è chiaro che dobbiamo accettare tutti i possibili compromessi, inclusa l'estensione al privato, certificato e accreditato per il test, perché l'obiettivo è aumentare la tempestività e il numero di tamponi eseguiti".

Nella fase d'emergenza era indispensabile il tampone standard, spiega Parruti, perché ci si concentrava sui pazienti degenti negli ospedali, interessava la diagnosi clinica. E l'esito non è poi così lungo.

"Questo processo se ben organizzato e standardizzato prende dalle 5 alle 8 ore, dà un tasso di falsi negativi molto basso, è un referto quali-quantitativo che dice anche quanto virus c'era nella cavità oro-faringea del soggetto, la diagnosi clinica, con approssimazione alla realtà molto alta".

Un sistema ottimale, anche perché, oltre a rilevare la positività del soggetto, facendo campioni seriali nel tempo può dire quanto sta scendendo la carica virale. Ma nel nuovo scenario, sostiene Parruti metodiche come il tampone molecolare rapido e la ricerca dell'antigene possono aiutare. "Il tasso di falsi negativi, ovvero il numero di campioni dati per negativi falsamente su 100 test eseguiti aumenta dal 2-3% al 10-15%: ma sono tutte metodiche validate perché per la precoce rilevazione dei portatori asintomatici un tasso di falsa negatività più alto è preferibile alla riduzione del numero di tamponi effettuato".

La strategia migliore è allargare in ogni caso il numero dei test, nella consapevolezza delle differenze di metodica e risultato, ma è importante anche come viene eseguito il test. Se c'è un medico a supervisionare l'operatore che fa il tampone o meno e se questo ha fatto un corso di formazione per il corretto tamponamento. "È chiaro che se faccio un tampone in un drive-in affidandolo a uno che non ha esperienza il cumulo di un'esecuzione lacunosa e imperfetta con una metodica meno sensibile può creare problemi e potrebbe sdoganare un numero eccessivo di persone scappate al filtro del test".

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