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Giovedì, 6 Ottobre 2022

Covid, Istat: colpiti i contratti a termine, le donne e i giovani

Con la crisi anche gli stranieri tra i più penalizzati

Roma, 11 dic. (askanews) - La crisi causata dalla pandemia di coronavirus ha colpito "duramente i lavoratori contrattualmente più fragili e svantaggiati". Secondo i dati Istat sul mercato del lavoro nel terzo trimestre dell'anno, i dipendenti a termine che nell'arco di 12 mesi hanno perso il lavoro sono passati dal 16,9% del terzo trimestre 2019 al 23,3% di quello 2020, e decisamente più ridotta è stata la transizione verso il lavoro stabile, dal 23,9% al 22,4%.

Ma ci sono altri segmenti deboli che hanno mostrato un peggioramento più marcato: le donne, tra cui la perdita del lavoro è passata dal 7% al 9,2%, mentre tra gli uomini dal 5,5% si è saliti al 7%; i giovani, che dall'8,8% sono passati al 12,8% e soprattutto gli stranieri: che dal 6,7% sono passati al 10,5%. A fronte di una variazione dal 6,1% al 7,6% per gli italiani.

Inoltre, segnala l'Istat, nel terzo trimestre il numero di occupati torna a crescere in termini congiunturali (+56mila, +0,2%), per effetto di un aumento dei dipendenti più consistente del calo degli indipendenti. Il tasso di occupazione sale al 57,9%. Torna a crescere però anche il tasso di disoccupazione, che sale al 10% (+0,9 punti), e riguarda soprattutto, ancora, donne e giovani di 15-34 anni.

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