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Lunedì, 16 Maggio 2022

Crisi e caro energia, Cacciola: congelare i debiti delle famiglie

La proposta dell'Osservatorio sul debito con le banche

Milano, 2 mar. (askanews) - Con un'inflazione che nei primi mesi del 2022 ha già toccato il 4,8%, e l'aggravamento dello scenario di crisi economica determinato dall'impennata delle bollette, si fa sempre più pesante la condizione di indebitamento delle famiglie italiane: cresce infatti in modo esponenziale il numero di persone che non riesce a far fronte ai debiti contratti per i mutui, per esempio, o in ritardo con i pagamenti per le utenze.

Ben il 43 per cento dei contribuenti interessati non è riuscito ad onorare la cosiddetta rottamazione delle cartelle decadendo da beneficio e causando un ammanco per le casse dello Stato di circa 2 miliardi e mezzo.

Davanti a questi dati l'Osservatorio sul debito con banche e finanziarie rilancia la proposta di congelare i debiti di famiglie e piccole imprese, rimettendo i debitori in condizione di pagare, anche se più lentamente. "E' necessario prevedere la proroga delle misure già previste per la pandemia così da permettere a imprese e famiglie italie di onorari i propri debiti - ha detto il presidente dell'Osservatorio sul debito con banche e finanziarie, Francesco Cacciola nel corso del webinar "Inflazione e 'caro bollette', quali vie d'uscita per famiglie e imprese?" - E' fondamentale però un intervento finalizzato anche a rendere i debiti davvero sostenibili".

Gli interventi sollecitati puntano ad offrire alle famiglie la possibilità di uscire dalla palude debitoria, attraverso misure strutturali superando cioè l'ottica di aiuti a pioggia di breve periodo che non si rivelano risolutivi. "Sarebbe opportuno applicare la moratoria sulle scadenze non solo alle piccole e medie imprese, ma anche alle famiglie che con la ripresa delle procedure esecutive si sono viste portare via la casa - ribadisce Elvira Carpentieri, presidente del Centro Studi sulla crisi economica delle famiglie - La sospensione delle procedure esecutive è durata fino al giugno del 2021 e i dati della ripresa dei procedimenti sono agghiaccianti. Solo per il meridione e le isole si registra un incremento, rispetto alla situazione precedente, rispettivamente del 113 per cento e al 284 per cento; con un valore degli immobili venduti all'asta di meno di 100mila euro per nel 66 per cento dei casi. La conseguenza è: le famiglie hanno perso la casa ma sono rimaste con il debito e con le banche che tentano di recuperare il credito con altre azioni".

In Italia sono circa 500mila i nuclei familiari vulnerabili il cui indebitamento supera il 60% del reddito.

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