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Dal compro-oro ai lingotti: una filiera aurea più sostenibile

Incontro con Fabio Godano, amministratore delegato di Gens Aurea

Milano, 16 lug. (askanews) - Un prezzo al grammo ritornato sopra i 50 dollari; il ruolo perdurante di bene rifugio, soprattutto nei momenti di incertezza; la ricerca di bellezza a prezzi più accessibili; il tema della sostenibilità. Il mondo dell'oro è variegato e a volte non compreso fino in fondo, ma continua a giocare un ruolo significativo sia sullo scenario economico sia su quello psicologico.

Per avvicinarci, per così dire dal basso, al sistema-oro, abbiamo incontrato Fabio Godano, amministratore delegato di Gens Aurea S.p.A., azienda retail che controlla tre brand differenti della filiera, il compro-oro Oro Cash, l'outlet dei gioielli Luxury Zone e il marchio di medio-alto livello Alfieri & St.John

"Muoviamo 4 tonnellate di oro all'anno in acquisto, acquistiamo circa mille carati di diamanti all'anno - ha spiegato Godano ad askanews -. Questo oro diventa in buona parte lingotti, che fusi vanno a costituire le riserve auree delle nostre banche, ma diventa anche gioielleria di seconda mano: realizziamo circa 11 milioni di vendite di gioielli di seconda mano e il consumatore è sempre più attento a comprare bene e a prezzi interessanti, parte delle pietre e del materiale diventa anche collezione per Luxury Zone, ossia i nostri outlet, ma anche per la prima linea Alfier & St.John".

Interessante in particolare la dinamica di interazione tra le diverse componenti e le diverse fasi della relazione tra il consumatore e l'oro. "Ci vantiamo di dire - ha aggiunto l'amministratore delegato di Gens Aurea - che siamo quasi a impatto zero, perché il nostro oro comprato dal consumatore diventa un gioiello finito e le nostre pietre non arrivano da una miniera, ma da un mercato del consumo tradizionale. Quindi siamo quasi totalmente green da questo punto di vista".

Inevitabile, ragionando sulla filiera, confrontarsi con il tema dei compro-oro, che nel nostro Paese sono talvolta guardati con una certa diffidenza, ma che, nella prospettiva del gruppo e nel rispetto delle normative di legge, si possono osservare sotto una diversa luce. "Noi - ha concluso Fabio Godano - siamo una multinazionale con 500 dipendenti, quasi 400 negozi tra Italia, Spagna e Portogallo. Io mi sento di dire che siamo un grande aiuto oggi per i consumatori. Poter monetizzare velocemente dei piccoli braccialetti e oggetti d'oro che non usiamo più in denaro contante o in un bonifico bancario spesso è un grande aiuto per i nostri consumatori".

I numeri di Gens Aurea parlano, per il 2019 di un fatturato di oltre 120 milioni di euro, con un utile netto di 4 milioni e un ebitda di 8,1 milioni. Notizia degli ultimi giorni è inoltre il cambio di proprietà, passata a un fondo di investimento paneuropeo che punta ad ampliarne ulteriormente il business a livello continentale.

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