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Diari d'artista dalla quarantena: Corrado Levi e Ugo La Pietra

Una mostra e due libri alla Galleria Corraini di Mantova

 

Mantova, 14 set. (askanews) - Due quaderni con schizzi e pensieri, due storie creative che si sono mosse in parallelo durante il periodo del lockdown e che ora prendono la forma di libri, oltre che di una mostra. La Galleria Corraini di Mantova, come ogni anno in coincidenza con il Festivaletteratura, inaugura la propria esposizione autunnale, che in questo 2020 ospita i disegni e le parole di Corrado Levi e Ugo La Pietra, due protagonisti eterodossi ed estremamente affascinanti della scena artistica italiana da molti decenni, che qui, in qualche modo, ci offrono una lettura delle nostre stesse sensazioni durante la quarantena per la pandemia che ha sconvolto il mondo negli ultimi mesi.

La mostra si chiama "Diari da casa" e presenta, sia in forma di libro sia in forma di tavole esposte, i racconti dei due artisti della propria solitudine, della propria necessità di prendere le distanze dal mondo, dei modi, per esempio la musica, ma anche l'ironia, che ciascuno di loro ha usato per stare dentro quel tempo che spesso definiamo sospeso, ma che è stato anche di inevitabile auto riflessione. Partendo proprio dagli spazi, in primis la casa, che Levi e La Pietra, entrambi tra le altre cose architetti, hanno guardato in un modo diverso, innanzitutto per via della presenza fisica costante e forzata.

I diari sono nati in modo autonomo, ma la mostra da Corraini li unisce con grazia, pur nelle diversità degli esiti. Da un lato Corrado Levi combatte il vuoto dando ordine allo svagato o al distorto, lambendo il territorio della disperazione; dall'altro La Pietra immagina storie di virus - e li disegna proprio - per poi concentrarsi sulle uniche vie d'uscita possibili, per esempio i balconi.

E qui avviene, un po' invisibile, un po' evidente, quella specie di strano sortilegio che connette la cultura sofisticata, di cui Levi e La Pietra sono evidentemente esponenti, all'esperienza più popolare e spontanea, che durante il lockdown ha avuto proprio nei balconi - come ricorda spesso anche il ministro Franceschini - luoghi di comunità e, diciamolo, resistenza. La stessa che raccontano i due diari d'artista.

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