Martedì, 13 Aprile 2021

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Dieci anni di filiera Armando, il successo del made in Italy

L'ad De Matteis: 2019 ricco di soddisfazioni

Roma, 11 giu. (askanews) - De Matteis agroalimentare festeggia con la filiera Armando i dieci anni di storia, con risultati estremamente positivi. A spiegarlo è l'amministratore delegato Marco De Matteis, in un confronto video in askanews con Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma.

"Il 2019 - ha spiegato De Matteis - è stato un anno impegnativo ma ricco di grandi soddisfazioni. Con ricavi per oltre 155 milioni di euro. Siamo riusciti nell'intento di superare la soglia dell'80 per cento di export". Un progetto, prosegue De Matteis,"partito alcuni anni fa con una filiale commerciale negli Usa che sono diventati il primo mercato di destinazione. Un salto importante con un aumento dei ricavi del 30 rispetto all'anno precedente".

Un anno importante, sottolinea l'amministratore delegato di De Matteis Agroalimentare, perché siamo partiti con un piano di sviluppo del marchio Armando, che è un pò il nostro fiore all'occhiello. Per noi che siamo un'azienda a ciclo integrato, con un mulino proprietario, è un progetto che ci vede assolutamente coinvolti con la valorizzazione di una pasta italiana di eccellenza prodotta con i grani 100 per cento della nostra filiera. Un anno importante e stimolante che ci apre la strada a nuove sfide".

La filiera Armando è un progetto nato 10 anni fa in epoche pioneristiche, nato dalla volontà di ribaltare un paradigma conflittuale tra agricoltura e industria. La parola chiave per identificarlo è "comunità". La nostra ambizione è sempre stata quella di realizzare in italia il miglio grano duro al mondo".

Armando "è tante cose", è ricerca agronomica. E' sostenibilità e rispetto del territorio", sottolinea De Matteis. A riconoscere l'importanza dell'agroalimentare è il responsabile agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini. "Va detto - ha precisato Pantini - che la filiera agroalimentare in Italia ha un peso socio economico molto importante perché incide per oltre il 10% sul pil nazionale. L'incidenza è molto più rilevante nel Sud Italia e in alcune aree svantaggiate, dove addirittura raddoppia: il peso che l'agroalimentare riveste nelle economie locali è il doppio o il triplo".

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