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Domenica, 21 Aprile 2024

"Disco boy" a Berlino, viaggio dentro la guerra, senza mostrarla

Intervista al regista Giacomo Abbruzzese, in concorso al festival

Roma, 21 feb. (askanews) - Si può realizzare un potente film sulla guerra senza mai mostrarla? Giacomo Abbruzzese con "Disco Boy", unico film italiano in concorso al Festival di Berlino, lo fa mostrando la storia e il viaggio mentale di un un bielorusso in fuga dal proprio passato. Si arruola nella Legione Straniera e va a combattere in Niger contro un giovane rivoluzionario. Due uomini che sembrano avere la guerra come unico destino, ma sono comunque in cerca di un riscatto.

"Non mi interessava rappresentare ogni personaggio come vittima, mi piaceva più immaginarli come corpi desideranti, nel senso che fossero ancora capaci di immaginare per i loro stessi e per i loro cari una vita migliore".

Gli interpreti del film, nelle sale dal 9 marzo, sono Franz Rogowski e Morr Ndiaye. Il destino del protagonista, in un film che parte come racconto realistico e diventa poi quasi psichedelico, è quello di trovare una propria identità completamente diversa da quella che immaginava, anche grazie al proprio "nemico".

"Questa guerra non appartiene ad Aleksei ma in qualche si trova a combatterla, ma penso che una guerra non appartiene quasi a nessuno di quelli che la combattono. In qualche modo lui accetta di diventare un fantasma in maniera consapevole: meglio fantasma, meglio illegale, che quel passaporto a quel prezzo".

Servizio di Flavia Capitani

Montaggio Claudia Berardicurti

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