Mercoledì, 28 Luglio 2021

"Si balla ovunque tranne che in discoteca": la protesta

Per l'apertura delle discoteche non c'è un cronoprogramma preciso. La protesta monta da Nord a Sud passando per le isole maggiori.

"Non lavoriamo da 17 mesi (unica categoria)" denunciano dal SILB- Fipe, organizzazione leader del settore dell'intrattenimento serale e notturno. "Ci sono intere famiglie che stanno perdendo oltre alla loro dignità lavorativa anche la possibilità di mantenersi e di prevedere il futuro ad oggi drammaticamente incerto".

Una protesta deflagrata dopo le scene dei festeggiamenti che hanno coinvolto migliaia di italiani dopo la vittoria nella partita con la Spagna che ha portato alla conquista della finale a Euro 2020.

Ma se in Italia si parla di riaperture in Spagna c'è una marcia indietro del governo dopo i focolai tra i più giovani. In Catalogna, per esempio, è stata presa la decisione di chiudere discoteche e altri locali notturni, stessa misura applicata in alcuni comuni della Cantabria. L'Aragona ha invece appena comunicato nuove limitazioni agli orari e al numero di accessi consentiti per i settori della ristorazione e della movida notturna, mentre in Navarra (dove da oggi le discoteche devono chiudere all'una del mattino), nelle Asturie e alle Baleari sono in corso screening di massa tra i giovani per individuare focolai focolai. E in alcune zone a rischio della Galizia, chi vuole andare in discoteca dovrà mostrare un certificato con il risultato negativo di un tampone. Le autorità della Castiglia e León raccomandano invece di indossare la mascherina anche all'aperto e chiedono al governo di agire per poter applicare un coprifuoco notturno.

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