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Easa autorizza i Boeing 737 Max a tornare in volo anche in Europa

Imposti aggiornamenti del software di volo e addestramento piloti

Milano, 28 gen. (askanews) - I Boeing 737 Max potranno tornare in servizio, anche in Europa, con opportune modifiche, dopo circa 2 anni di stop, da marzo 2019 per due gravi incidenti, con caratteristiche molto simili, occorsi in soli 6 mesi al volo Lion Air 610 e al volo Ethiopian Airlines 302 che hanno causato complessivamente 346 vittime.

L'Easa, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea ha dato il via libera a un ritorno in volo imponendo un pacchetto di aggiornamenti al software di volo, una separazione dei cablaggi elettrici, maggiori controlli di manutenzione, aggiornamenti del manuale di volo e uno specifico addestramento degli equipaggi. Naturalmente tutto dovrà essere fatto prima che ogni singolo aereo torni in servizio.

La valutazione europea è stata effettuata in piena indipendenza sia da Boeing sia dalla Federal Aviation Administration (Faa) americana e senza pressioni economiche o politiche, ha sottolineato il numero uno dell'Easa, Patrick Ky.

Dopo gli incidenti, sul banco degli imputati era finito il sistema MCAS (Maneuvering Characteristics Augmentation System) che avrebbe dovuto rendere l'aereo più facile da pilotare, evitando automaticmante che potesse assumere angoli d'attacco critici con conseguente stallo e perdita di controllo. In entrambi i disastri, un'avaria a uno dei 2 sensori dell'angolo d'attacco (AoA), l'angolo con cui l'ala dell'aereo nel suo moto incontra il flusso d'aria relativo, ha causato una lettura sbagliata dei dati per cui il sistema è entrato erroneamente in funzione spingendo in giù il muso dell'aereo in fase di decollo, quindi a bassa quota e relativamente bassa velocità, con esito fatale.

Il pacchetto suggerito dall'Easa alla Boeing, oltre alle modifiche da apportare al software e al design del velivolo, prevede anche miglioramenti all'intero sistema dei controlli di volo e di lavorare sul cosiddetto fattore umano, migliorando l'aggiornamento e l'addestramento dei piloti.

La pianificazione degli interventi spetterà alle compagnie aeree, sotto la supervisione delle autorità aeronautiche nazionali degli Stati membri, il che significa che l'effettivo ritorno in servizio - Covid permettendo - potrebbe richiedere molto tempo.

L'EASA, infine, ha emesso una direttiva sulla sicurezza (SD) che impone anche alle compagnie aeree non europee titolari di un'autorizzazione di operatore di Paesi terzi (TCO) dell'EASA di attuare requisiti equivalenti.

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