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Ennesima notte di scontri tra manifestanti e federali a Portland

Il sindaco raggiunto dai gas lacrimogeni, aperta un'inchiesta

 

Portland (Oregon), 24 lug. (askanews) - Ennesima notte di scontri a Portland, nell'Oregon, dove i manifestanti hanno rotto una recinzione nei pressi del tribunale federale e di un posto di polizia, tra i tiri dei gas lacrimogenti degli agenti federali inviati sul posto dal presidente Donald Trump per restaurare l'ordine, anche con la forza se necessario. Da giorni i dimostranti anti-razzisti sono scesi in strada per protestare contro la violenza della polizia e il dispiegamento delle truppe federali.

Ieri, 23 luglio, è stata aperta un'inchiesta dal comitato indipendente del dipartimento di Giustizia Usa sulle controverse azioni degli agenti federali nella città del Nord-Ovest degli Stati Uniti, mentre il sindaco di Portland, il democratico Ted Wheeler è lui stesso stato raggiunto dai tiri dei gas lacrimogeni durante un incontro con i manifestanti.

"Non ho visto niente che giustifichi" l'uso dei gas lacrimogeni, ha detto il sindaco, parlando di una reazione sproporzionata degli agenti federali, soprannominati "soldati di Trump" dalla governatrice democratica dello Stato dell'Oregon, Kate Brown.

Alcuni video pubblicati sui social mostrano gli agenti, in

tenuta paramilitare ma senza tesserino identificativo, utilizzare dei veicoli per arrestare i manifestanti. Immagini che hanno riacceso la rabbia popolare.

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