Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Esplosioni Beirut, morti salgono a 137 morti, oltre 5.000 feriti

Decine di dispersi e almeno 300.000 persone senza un tetto

 

Roma, 6 ago. (askanews) - Sale ad almeno 137 morti, alcune decine di dispersi e oltre 5.000 feriti il nuovo bilancio delle esplosioni di martedì a Beirut, in Libano. Ma si teme che i numero crescano ancora.

La strage secondo le autorità è stata causata da un incendio in un magazzino nel porto dove erano conservate in modo non sicuro

2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. I libanesi hanno espresso la loro rabbia nei confronti del governo, accusato di corruzione, negligenza e cattiva amministrazione, addossandogli le responsabilità della tragedia.

Ieri l'esecutivo ha annunciato che alcuni funzionari dell'autorità portuale di Beirut sono stati messi agli arresti domiciliari in attesa di un'inchiesta sulle esplosioni. Il Consiglio supremo di Difesa ha insistito sul fatto che i responsabili saranno sottoposti alla "massima punizione".

Secondo quanto riferito, il nitrato di ammonio - che viene usato come fertilizzante in agricoltura ma anche per la fabbricazione di esplosivi - era rimasto in magazzino per sei anni dopo essere stato scaricato da una nave sequestrata nel 2013.

Il responsabile del porto e il capo dell'autorità doganale hanno precisato ai media locali di avere scritto diverse volte alla magistratura, chiedendo che questa sostanza chimica fosse esportata o venduta per garantire la sicurezza del porto.

Intanto i soccorritori stanno ancora scavando tra le macerie alla ricerca di vittime o sopravvissuti, mentre la Marina sta perlustrando le acque al largo della costa in cerca dei dispersi. Il ministro della sanità pubblica Hamad Hassan ha confermato che il settore sanitario del Libano è al collasso, privo di posti letto e delle attrezzature necessarie per curare i feriti e assistere i pazienti in condizioni critiche. La strage, infatti, si è aggiunta all'emergenza di coronavirus.

Da ogni parte del mondo stanno arrivando aiuti e soccorsi, l'Italia ha inviato due C-130 per il trasporto di specialisti dei vigili del fuoco, medicinali e materiale sanitario.

Potrebbe Interessarti

Torna su
Today è in caricamento