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Fase 2, Fipe: giovani vanno contenuti, ma problema non sono i bar

Luciano Sbraga: la gente deve uscire ma rispettando le regole

Milano, 21 mag. (askanews) - Interviene sulla polemica dei giovani e la movida il presidente di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Luciano Sbraga, mentre i governatori di alcune regioni dopo la riapertura di bar e locali il 18 maggio minacciano di richiudere nuovamente tutto, se si registreranno altri "pericolosi" assembramenti.

"Dopo quasi 70 giorni di lockdown c'è tanta voglia di muoversi e soprattutto c è tanta voglia di uscire da parte dei giovani - spiega Sbraga, intervistato da Askanews nella sede di Fipe-Confcommercio a Roma, auspicando - Adesso vanno contenuti in qualche modo. Non vorrei che passasse il messaggio che scambia la causa con l effetto. La causa di questa situazione non sono i bar, sono i comportamenti delle persone che non sono comportamenti adeguati alla situazione. Allora noi vogliamo collaborare per evitare che ci siano assembramenti, ma dobbiamo avere la consapevolezza che il problema non è in capo ai gestori delle attività, ma il problema è in capo a tutti, a tutta la società".

"Noi facciamo la nostra parte e faremo anche comunicazione in questo senso, dicendo ai nostri imprenditori di essere attenti, di mettere cartelli e dare indicazioni, però qui ci vuole la responsabilità di tutti", sottolinea. "Se noi abbiamo dei consumi che rispettano il distanziamento di un metro e poi ci sono persone che prendono l aperitivo e rispettano le distanze, questo lo dobbiamo accettare, non possiamo pensare che la gente non esca, deve uscire rispettando le regole", conclude Sbraga.

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