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Fiscalità del tabacco, tra riequilibrio e sostenibilità gettito

Perdite consistenti per l'erario da aumento consumo Htp

Roma, 24 nov. (askanews) - Diversità di trattamento fiscale tra i prodotti con tabacco combusto, le sigarette tradizionali e quelle con tabacco riscaldato ed esigenza di un riequilibrio, tenendo conto che evidenze scientifiche hanno smentito che il tabacco riscaldato sia meno dannoso di quello combusto. Se ne è parlato in un convegno online organizzato da Casmef-Luiss, dal titolo "La fiscalità del tabacco tra sostenibilità del gettito e cambiamento strutturale della domanda".

In uno studio sulle implicazioni della tassazione differenziata sui prodotti del tabacco, il professor Marco Spallone dell'Università Chieti Pescara e Casmef Luiss Guido Carli, mostra come ci siano grosse differenze per l'erario: "Un aumento del consumo del tabacco riscaldato provoca delle perdite per l'erario consistenti, in particolare, per ogni punto di incremento del consumo del tabacco riscaldato, si osserva, una stima molto conservativa, una diminuzione delle entrate erariali di circa 44 milioni. Il che vuol dire che, se il tabacco riscaldato crescesse ad esempio di 3 punti percentuali nel 2021, osserveremmo una diminuzione di gettito almeno pari a 130 milioni di euro".

Appare quindi evidente la necessità di un riequilibrio di trattamento fiscale. Una delle possibili strade la indica Marco Vulpiani di Deloitte Italia: "La strada forse più semplice per ridurre questo gap tra accise del pacchetto di sigarette tradizionali, rispetto alle accise applicate sulla sigarette a tabacco riscaldato, è che oggi le accise sul tabacco riscaldato sono circa il 25% delle accise applicate sulle sigarette tradizionali quindi basterrebbe rialzare le accise sulle sigarette riscaldate a livelli analoghi o di minore gap rispetto alle sigarette tradizionali, per riequilibrare questa forte differenza".

Vulpiani ha infatti calcolato che, fatto 100 il prezzo di vendita di un pacchetto, le accise pesano sulle sigarette tradizionali per il 60%, mentre sulle sigarette a tabacco riscaldato sono per il 16%.

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