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Gb, Johnson e la Brexit stravincono. Con plauso Trump e Salvini

Alle legislative crollo dei Labour di Corbyn, ai minimi dal 1935

 

Milano, 13 dic. (askanews) - La vittoria di Boris Johnson alle prime legislative dicembrine da oltre un secolo in Gran Bretagna, sulla carta è destinata a cambiare molte cose, a partire dall'uscita dall'Unione Europea. E forse per questo riceve il plauso del presidente statunitense Donald Trump e, nell'arena politica italiana, di Matteo Salvini. Entrambi hanno celebrato con un tweet la debordante vittoria del leader dei Tories.

Johnson ha portato a casa una clamorosa vittoria: sul piatto ora l'occasione di porre fine a tre anni di paralisi politica, portando la Gran Bretagna fuori dall'Unione europea entro poche settimane. I conservatori hanno conquistato più di 360 dei 650 seggi alla Camera dei Comuni - la maggioranza più grande del partito dai tempi di Margaret Thatcher negli anni '80. Per Johnson inoltre è la prima vittoria elettorale nazionale, oltre al duro colpo al suo principale concorrente, il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn, il cui partito laburista ha subito pesanti sconfitte in aree che avevano votato laburista per decenni.

Ma come ha fatto lo sgangherato Mad Boris ha portare a casa un successo tanto grande? Cinque anni fa, sotto David Cameron, il Partito conservatore era un gruppo ampiamente liberale, che predicava mercati liberi e abbracciava il matrimonio gay o la difesa dell ambiente. Oggi con Johnson è un partito che continua a fare una campagna di comunicazione aggressiva, con messaggi come quello ispirato al film "Love Actually". Qualcuno dice che parla al cuore degli elettori britannici, di sicuro parla alla pancia.

Non a caso Johnson, oltre a confermare la sua volontà "senza se e senza ma" di "andare fino in fondo con la Brexit" nel suo primo discorso dopo la debordante vittoria, ha promesso l'assunzione di 6 mila medici per migliorare il Sistema sanitario nazionale e di "unificare il Paese": ecco gli impegni ribaditi stanotte nel discorso di proclamazione a deputato rieletto nel collegio di Uxbridge, dove ha vinto, è vero, anche lì, ma contro un 25 enne di origini iraniane e con un margine davvero risicato per un gigante del consenso come lui: 7.000 voti.

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