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Gentiloni: Italia prese decisioni senza precedenti per Regeni

"Senza gisutizia non ci saranno mai rapporti normali con Egitto"

 

Roma, 3 set. (askanews) - L'Italia prese decisioni politiche senza precedenti per Giulio Regeni, come ad esempio il ritiro dell'ambasciatore al Cairo per 17 mesi. Oggi in audizione alla Commissione d'inchiesta della Camera sull'assassinio di Regeni, l'ex ministro degli Esteri ed ex

premier Paolo Gentiloni ha difeso il suo operato da esponente dell'Esecutivo che ha vissuto sia la fase iniziale della vicenda che i successivi due anni e mezzo nella ricerca della verità sul "barbaro assassinio" del ricercatore universitario italiano.

"Mai un

ambasciatore fu richiamato per un periodo così lungo", ha spiegato Gentiloni. "Chiunque rappresenti lo stato italiano credo abbia ben chiaro che il ripristino della pura normalità dei rapporti bilaterali non può che passare attraverso l'impegno alla verità sulla sorte di Giulio Regeni".

L'attuale commissario europeo per l'Economia ha ripercorso le tappe successive all'assassinio del giovane ricercatore di Cambridge, ricordando le enormi difficoltà con gli interlocutori egiziani. "Le difficoltà non possono essere una motivazione per sentirsi sollevati dal dovere di lavorarci. È importante che questo lavoro continui anche attraverso l'attività della commissione in cui ci troviamo oggi".

Poi, ha anche risposto alle critiche sollevate dalla famiglia Regeni quando fu riportato in sede l'ambasciatore italiano al Cairo. "Il ritorno in sede di un ambasciatore non è il ripristino della piena normalità tra rapporti bilaterali. Ferite come queste restano aperte per la famiglia, per parte dell'opinione pubblica, per lo Stato. E certamente non fu inteso come un ripristino di piena normalità dei rapporti né da me né dal mio governo".

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