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Venerdì, 1 Marzo 2024

Giorgia Meloni in Ucraina, viaggio simbolico "ma anche concreto"

Zelensky: "A Berlusconi non hanno mai bombardato la casa"

Kiev, 21 feb. (askanews) - Ha seguito le tappe usuali dei leader stranieri a Kiev la visita ucraina di Giorgia Meloni; la presidente del Consiglio si è fermata nei sobborghi della capitale, nelle città martiri di Bucha e Irpin, distrutte durante l'occupazione russa. Poi, la visita al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e le dichiarazioni alla stampa.

"Io credo che una pace giusta e duratura si ottenga ribadendo che la comunità internazionale non accetta l'invasione di stati sovrani, non accetta un mondo in cui è la forza a ridisegnare i confini fra gli Stati" ha detto Meloni. Per questo l'Italia ribadisce il suo pieno sostegno di fronte all'aggressione russa, darà ogni possibile assistenza perché si creino le condizioni di un negoziato, aggiunge la premier, ma fino ad allora chi sostiene anche militarmente Kiev lavora per la pace. Al momento però, aggiunge, non c'è sul tavolo l'invio di aerei, è una decisione quella da prendere con i partner internazionali.

Alla vigilia del primo anniversario dell'invasione, non manca una domanda sulla stanchezza anche italiana di fronte alla guerra, e sulle parole a favore di Putin di Silvio Berlusconi.

Meloni chiarisce: "Per me valgono i fatti e qualsiasi cosa il Parlamento" italiano "è stato chiamato a votare a sostegno dell'Ucraina i partiti che fanno parte della maggioranza l'hanno votata. Al di là di alcune dichiarazioni nei fatti la maggioranza è sempre stata compatta".

Zelensky da parte sua replica, "Io credo che la casa di Berlusconi non sia mai stata bombardata dai missili, nessuno ha ammazzato i suoi parenti, non ha mai dovuto fare la valigia alle

3 di notte per scappare". E rispetto al discorso odierno di Vladimir Putin: "Non ho guardato il suo

discorso perché in quel momento stavano bombardando Kherson, dove ci sono stati sei morti. Stavamo pensando a difendere il nostro cielo".

Si comincia intanto anche a parlare di ricostruzione, e anche su questo l'Italia promette assistenza in vari settori. Per Meloni è necessario cominciare a lavorare da subito, e annuncia: "Voi sapete che sia Roma che Odessa sono candidati per l'Expo2030. Io penso sarebbe un segnale straordinario se l'Expo tornasse in Europa. Ma che sia a Roma o a Odessa credo che lavorare assieme su questa scadenza sarebbe un bel segnale su come crediamo che le cose andranno bene, domani".

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