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Giornata della memoria: sempre meno i testimoni per ricordare

I superstiti, i musei, i viaggi: i ragazzi, speranza del futuro

Roma, 27 gen. (askanews) - Tramandare la memoria: come insegnare ai ragazzi cosa fu la Shoah, la realtà inimmaginabile di sei milioni di persone sterminate.

E' un problema con cui si scontrano le scuole che organizzano viaggi nei campi nazisti, ma anche i musei e i politici; a distanza di ottant'anni, come combattere il negazionismo e i pregiudizi antisemiti.

Come trasmettere la verità di quello che accadde alle giovani generazioni: il primo mezzo sono i viaggi delle scuole in quei terribili musei all'aperto che sono le rovine dei campi.

Poi ci sono le migliaia di pietre d'inciampo disseminate nelle città europee, i ciottoli creati dall'artista tedesco Gunter Denmig con i nomi delle vittime.

Nel 1994, alla cerimonia degli Oscar, Steven Spielberg accettava la statuetta per miglior film per "Schindler's List" con un appello: "ci sono - diceva allora - 350mila sopravvissuti all'Olocausto, imploro tutti gli insegnanti che ci guardano: per favore non lasciate che l'Olocausto diventi una nota a pié di pagina nella storia, ci sono 350mila esperti che non chiedono di meglio che testimoniare".

Testimonianze scuola per scuola, la missione a lungo condotta dalla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, numero 75190. Non solo per parlarne il 27 di gennaio e dimenticarsene gli altri giorni.

"Ci sono tante altre storie da raccontare attorno al 27 di gennaio ma come dice Primo Levi, capire è impossibile ma conoscere è necessario. Se non si studia la storia, i ragazzi penseranno che finita la guerra il 27 di gennaio i russi sono entrati nel campo. Non era così" diceva un anno fa a Fabio Fazio.

Restano i ricordi, come quelli che mettono insieme tanti musei del mondo, primo fra tutti lo Yad Vashem di Gerusalemme: con le liste, i filmati, gli archivi, memoria viva per chi vuole visitarlo anche virtualmente via Internet. E ci sono i superstiti, sempre di meno, sempre più preziose le loro parole. Salmi Modiano, arrivato ad Auschwitz a soli 13 anni, oggi al Quirinale per la cerimonia della memoria; ha parlato all'attrice Eleonora Giovanardi, lo ascoltiamo con la musica eseguita al pianoforte da Massimo Spada, al clarinetto da Claudio Cavallaro durante la cerimonia.

"Lo faccio perché ci sono riscontri positivi da parte dei ragazzi e questo mi dà lo stimolo per continuare a farlo.I ragazzi sono la speranza del domani. Noi piano piano ce ne andremo via; uno per uno ce ne stiamo andando. Ma contiamo di dare qualcosa a questi ragazzi per fare in modo che questo non succeda mai più" ha detto Modiano.

"Qui si è parlato di sei milioni di ebrei; i miei occhi hanno visto anche ammazzare omosessuali, disabili. Io non auguro che i ragazzi d'oggi vedano quello che hanno visto i miei occhi".

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