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Grasse, tra olio e profumi per un turismo sostenibile

I segreti dei profumieri e l'incanto di paesaggi e oliveti

 

Roma, 8 ago. (askanews) - Profumi e oli. Elementi semplici e inscindibili, sono il vero segreto di Grasse, che lontana dalla mondanità della sua Costa Azzurra, visto che la domina con una vista mozzafiato, diventa chiave antica e moderna per interpretare il senso stesso di una regione e alimentare quel volano turistico differente e sostenibile che l'estate 2020 quasi rende obbligatorio. Qui si fanno i profumi per mezzo mondo, anzi meglio qui si fanno da sempre i profumi. Città dunque gentile Grasse, anche se fierezza e orgoglio di certo non le mancano. Per esempio, il palazzo che ospita un museo incredibile come quello sulla storia della profumeria, dagli egizi a Coco Chanel, negli anni del Terrore giacobino è stato anche tribunale, con alle spalle nel giardino tanto di ghigliottina. L'aria che si respira, distanziati ovviamente, è quella che invita ad andare oltre l'itinerario classico, scoprendo strade e piazzette divenute lo spazio naturale di azione dei profumieri indipendenti, tra creazione e ricerca, innovazione e poesia. Le storie sono tante.

C'è l'ex top manager belga, Laurence Fanuel, che ha mollato tutto e ora dal suo Atelier sfida i grandi nomi del settore. Seguirne il lavoro è ipnotico: un continuo scrivere, calcolare, pesare, dosare, in un mondo di essenze, rosa, bergamotto, che olfattivamente ben conosciamo ma che nelle sapienti mani del profumiere rasentano l'opera d'arte. E l'arte è anche nelle terre intorno a Grasse: l'arte di fare un'olio che trova mercato in tutto il mondo alla Tenuta della Royrie, oliveto nato nel XV secolo grazie ai monaci dell'Abbazia di Lérins. Oggi, finemente ristrutturata, l'azienda produce olio d'oliva DOP di Nizza, pluripremiato. E guarda anche al turismo di nicchia, dove ecologia fa rima con qualità. Grazie anche ad un'altra di quelle storie a cui Grasse abitua: quella del finanziere franco-svedese Jean-Marie Bertin che (anche per amore) ha detto finalmente stop a Wall Street, ed oggi dirige l'azienda ma anche il piccolo ed incantevole agriturismo. Chiusura sempre con l'arte ancora un pò più su, a Cabris, uno dei borghi più belli della Costa Azzurra. C'è l'atmosfera di Saint-Exupery e c'è (non può mancare), un ristorante imperdibile, l'Auberge du Vieux Chateau. Romanticismo al massimo, e dispone di stanze.

Tutte le info sui siti: www.cotedazurfrance.fr; www.france.fr; www.paysdegrassetourisme.fr; www.oleologie.fr

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