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Giovedì, 18 Aprile 2024

Guy Bourdin in Armani Silos: una distopia glamour e narrativa

A Milano la mostra sul fotografo francese che guardava Hitchcock

Milano, 2 mar. (askanews) - Una distopia glamour; un racconto per immagini che in ogni scatto contiene più domande narrative; un'aura di mistero che scivola spesso nel noir. La mostra del fotografo francese Guy Bourdin negli spazi milanesi di Armani/Silos è una sorta di avventura in territori solo apparentemente noti, sia a livello di immaginario visivo, sia di codici della fotografia: situazioni e stili che sembrano riconoscibili al primo sguardo, ma che poi, avvicinandosi, rivelano una pluralità di elementi che innescano dubbi e disturbo, ma anche narrazione romanzesca.

Non a caso la mostra si intitola "Storyteller": ogni immagini contiene una sua letteratura potenziale (avrebbe potuto dire Italo Calvino) e intorno a queste diverse possibilità costruisce il secondo livello della propria forza. Il primo è ovviamente quello tecnico del medium: inquadrature, posa, colori saturi, elementi ricorrenti, come per esempio i manichini (che ci parlano, per esempio, del tema della moda, ma anche, per come li utilizza Bourdin, di qualcosa di sottilmente inquietante, di mondi alternativi che scivolano nei territori della fantascienza.

Le fotografie in mostra, fino al 31 agosto, sono un centinaio, ventuno in bianco e nero, rimandano al cinema di Hitchcock e si calano con grande efficacia negli spazi del Silos, complici anche un allestimento e un'illuminazione che funzionano alla perfezione.

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