Sabato, 24 Luglio 2021

HIV, controllo del peso priorità per i pazienti che invecchiano

Virus agevola insorgenza patologie 'non aids correlate'

Roma, 13 lug. (askanews) - Le stime epidemiologiche non lasciano dubbi, il numero di persone over 65 che vivono con l'HIV è destinato a crescere nei prossimi dieci anni grazie alle terapie antiretrovirali che permettono di trasformare l'infezione da malattia mortale a cronica. Questo fa sì che si debba porre particolare attenzione a tutte le problematiche legate all'età e all'invecchiamento, soprattutto dal punto di vista cardiometabolico, anche perché le persone con HIV sono particolarmente a rischio dato che l'infezione virale cronica accelera il processo di invecchiamento favorendo le patologie croniche associate all'età.

Come spiega Massimo Andreoni, Direttore Scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), nella cura del paziente con HIV la gestione delle comorbosità, diventa prioritaria soprattutto dal punto di vista del rischio cardiovascolare. A cominciare dal controllo del peso corporeo.

"Perché l'aumento del peso ponderale è strettamente correlato all'insorgenza della sindrome metabolica perchè la malattia stessa, l'infezione, la presenza del virus, è in grado di determinare quello stato infiammatorio che fa si che i pazienti con infezioni da Hiv possano andare incontro a patologie 'non aids correlate': problemi cardiovascolari, neurologici, di insufficienza renale. Problemi multiorganici che fanno sì che la mortalità dei nostri pazienti oggi sia più legata a patologie non hiv-correlate. Oltre a questo, i nostri pazienti invecchiano e con la vecchiaia, lo sappiamo, alcune di queste comorbosità sono più frequenti".

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