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I lavoratori Alitalia preoccupati per Ita: "Una lowcost di lusso"

Niente stipendio a febbraio, il "nodo" del bando chiesto dall'Ue

Roma, 8 feb. (askanews) - Almeno duecento lavoratori e lavoratrici di Alitalia si sono dati appuntamento a Piazza Barberini a Roma - una manifestazione promossa dal sindacato Usb (Unione sindacale di base), Assovolo, AirCrew Committee e Trasporti club (DA NON LEGGERE) - seriamente preoccupati per il piano industriale della nuova newco pubblica Ita (Italia trasporto aereo), non ancora decollato e che dovrebbe rilanciare la compagnia di bandiera, attualmente in amministrazione straordinaria.

"Siamo preoccupati per una situazione che di fatto non porta alcuna certezza di un futuro per gli 11.500 lavoratori di Alitalia, perché come è noto la Verstager, quindi l'Unione europea, ha mandato al governo italiano, che ha subito accettato, un diktat che impone che la nuova comapgnia non può sorgere sulle ceneri, o sugli asset, dell'attuale Alitalia in amministrazione straordinaria, ma deve procedere a un bando", ha spiegato Alessandro Villa, delegato assitenti di volo Rsa Usb.

Durante la protesta sotto la statua del Tritone una delegazione sindacale si è infatti recata al Ministero dello sviluppo economico (Mise), a chiedere chiarimenti sugli sviluppi futuri di questo piano, sul quale incombe il monito dell'Antitrust europeo, a cui fa capo Margrethe Verstager, che chiede una gara per il passaggio degli asset da un'azienda all'altra.

"Il trasporto aereo è fermo in tutto il mondo, ma nessun paese al mondo si sogna di abbattere la propria compagnia aerea di riferimento - ha spiegato il collega assistente di volo Massimo De Rosa - Ita con 5.mila persone e 30 aerei non è assolutamente pronta per quanto il mercato riprenderà".

"Noi vogliamo una compagnia di bandiera italiana, vogliamo i posti di lavoro in Italia, ricchezza da noi e non per gli altri" - ha spiegato Maria Chiara Pucci, responsabile nazionale Pari Opportunità Assovolo, denunciando - l'inizio di questa compagnia sta slittando per vari motivi, c'è sempre un motivo per cui non decolla e noi vogliamo che decolli presto anche perché siamo arrivati al punto di non ritorno: non ci sono più soldi in cassa, non ci pagheranno gli stipendi di febbraio e questo è".

Secondo i piani presentati il 18 dicembre 2020 dai vertici della newco, per la quale il governo Conte bis ha stanziato 3 miliardi di fondi pubblici, Ita dovrebbe nascere "dimezzata", 52 aerei invece dei 114 attualmente in dotazione ad Alitalia e 5.200 dipendenti (attualmente sono 11.600).

"Oltretutto sembrerebbe che con il piano che è stato stabilito, con le macchine che verranno acquistate, non ci sarà questo vero e proprio rilancio perché a livello europeo non siamo nei numeri delle major, delle grandi compagnie europee - Lufthansa, British e Airfrance - in qualche maniera no rientriamo in quel tipo di mercato, quindi non si sa perché si è parlato di rilancio quando potremmo assomigliare di più a una low cost di lusso piuttosto che a una compagnia di banidera", ha concluso Monia Manzo, assistente di Volo e delegata sindacale di Assovolo.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Alessandra Franco

Immagini: askanews

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