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I nudi di Ren Hang al Centro Pecci: tra visione e ambiguità

La mostra curata da Cristiana Perrella sul fotografo cinese

Prato, 11 giu. (askanews) - Novanta fotografie che riassumono una visione, sospesa tra la dimensione del sogno e quella dell'inquietante, uno spazio mentale che probabilmente avrebbe intrigato un critico come Mark Fisher, esperto dei territori della stranezza. Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ha inaugurato la mostra "Nudi", dedicata all'artista cinese Ren Hang, che ha lavorato sui temi del corpo e della relazione tra gli esseri umani e la natura.

A curare l'esposizione la direttrice del museo toscano, Cristiana Perrella. "Ren Hang - ha spiegato - nella sua vita brevissima, è morto nel 2017 a nemmeno 30 anni, ha modificato i canoni della fotografia di nudo. Quindi di un genere estremamente praticato in occidente, ma non in Cina, il Paese da cui proviene, dove invece il nudo ha ancora una forza dirompente e provocatoria enorme".

Al centro dello sguardo del fotografo ci sono temi cruciali, come l'identità e la sessualità, che vengono narrati grazie alla giustapposizione tra i corpi, quasi sempre fissati in pose innaturali, e altri elementi della natura, spesso animali, ma anche piante e frutti. La componente sensuale è indubbia, ma viene smorzata dalla messa in scena, dalla distanza che il fotografo mette tra noi e i suoi soggetti, dall'ambiguità che viene evocata con apparente naturalezza. Anche per questo suo muoversi sempre su un terreno ambiguo, non incasellabile, l'establishment cinese lo ha censurato e gli ha conferito uno status di artista sovversivo, forse al di là delle sue stesse intenzioni.

Ma la mostra in questo museo rappresenta anche una manifestazione della relazione tra la cultura contemporanea e il territorio.

"Ren Hang al Pecci - ha aggiunto Cristiana Perrella - è il segnale del nostro interesse per la cultura cinese, Prato ha una delle più grandi comunità cinesi d'Europa e ci è sembrato che potessimo essere un hub di riflessione su questa cultura così complessa, ma anche così attuale sulla scena contemporanea".

La mostra, con la sua carica di mistero, resta aperta al pubblico fino al 23 agosto.

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