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Il coronavirus mette in crisi il turismo a Taormina

L'estate più difficile per la "perla dello Jonio"

 

Taormina, 13 ago. (askanews) - Strade e locali semi deserti, è l'estate più difficile per Taormina. La "perla dello Jonio", capitale turistica della Sicilia, paga più di tutti le incertezze e le paure dei viaggiatori stranieri che fino a ieri rappresentavano l'85% degli ospiti nel paese in provincia di Messina; e che oggi, in tempi di coronavirus, diffidano dagli itinerari troppo distanti dai propri Paesi di origine.

Luglio ha registrato un drastico calo di presenze, con la funivia Taormina-Mazzarò, che collega il centro storico con la zona balneare, che ha chiuso il mese con poco più di 55mila passaggi, a fronte dei 176mila del 2019, sono i dati forniti dal Sindaco Mario Bolognari.

"Si tratta di vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, perchè per noi settembre e ottobre sono molto importanti, puntiamo su questi mesi per rimediare a questo tipo di penalizzazione".

Gli operatori turistici guardano dunque con preoccupazione al futuro, sperando che non si torni a misure drastiche di contenimento dei contagi.

Un barlume di speranza è rappresentato anche dal decreto Rilancio, emanato dal ministero dell'Interno, che ha scongiurato il default del Comune di Taormina, assegnando alla cittadina circa 3 milioni di euro a causa della perdita stimata sul gettito delle entrate.

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